Il dramma Eav. Ancora disagi per i pendolari.

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Eav

“La crisi attuale che sta attraversando il gruppo Eav (Circumvesuviana, Sepsa, MetroCampania NordEst) è ascrivibile solamente all’incapacità dei vertici aziendali di gestire i finanche più semplici processi gestionali in un’azienda complessa, com’è una che si occupa del trasporto pubblico locale”.

Questa è la denuncia che il sindacato Or.S.A di Napoli aveva fatto già nel mese di luglio, contro la sconcertante situazione di una parte del trasporto pubblico locale. In molti speravano che le cose potessero migliorare, e in effetti sembrava difficile scendere ancora più in basso di tale situazione (stipendi non pagati ai dipendenti, scioperi a oltranza, corse cancellate in quantità industriale).

Purtroppo invece i pendolari di queste linee si preparano ad affrontare situazioni ben peggiori. Eav dichiara di aver esaurito completamente i fondi delle proprie casse e di non avere neanche il denaro sufficiente per la manutenzione dei mezzi in circolazione. In poche parole, i treni che subiranno dei guasti non potranno essere riparati, causando una forte battuta d’arresto nella velocità di spostamento per i pendolari. Il vecchio e insufficiente parco mezzi di Eav (50 treni funzionanti invece dei 70 previsti per garantire una qualità dei servizi decente) va incontro ad un’ancora maggior drastica riduzione dell’organico.

Secondo la holding, una delle maggiori cause del problema è la mancata erogazione di fondi ad Eav da parte di Governo e Regione. Dei 130 milioni di euro previsti come sostegno all’azienda (erogati dallo Stato e filtrati ad Eav attraverso la Regione), solo 30 sono arrivati nelle sue casse. Inoltre Eav sostiene di poter vantare crediti per ben 500 milioni di euro con la Regione Campania (crediti accumulati tra il 2003 e il 2010).

Nè il governo regionale di Bassolino, nè quello di Stefano Caldoro sono stati efficienti nella risoluzione dei problemi di Circumvesuviana e Cumana. Adesso la palla passa alla giunta De Luca.

Il governo di Bassolino, in particolare, è sotto accusa per la vicenda dei Metrostar, allora considerati fiore all’occhiello del trasporto campano, rivelatisi poi un inadeguato e costoso fallimento. Dei 26 treni Metrostar acquistati poco più di dieci anni fa, solo 10 sono quelli attualmente funzionanti (comunque oggetto di continue revisioni da parte dei meccanici a causa della precoce usura alle ruote).

Amareggiata l’Unione sindacale di base, che dice di non aspettarsi miracoli dalla nuova giunta, ma di essere delusa dal fatto che non sia stato ancora presentato, da parte della Regione, un piano per il salvataggio di Eav.

In una città che ripete sempre a sè stessa di essere una metropoli, in un paese che secondo le (folli?) dichiarazioni del proprio capo di Governo aspira a “voler guidare l’Europa”, appare inaccettabile che il trasporto locale versi in una situazione di tale degrado.

Domenico Vitale

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