Napoli, flash mob per salvare Edenlandia

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Napoli – Nella giornata di ieri a Piazzetta Augusteo, in Via Toledo, si è svolto il flash mob di Biodanza per Edenlandia, il parco divertimenti di Napoli, situato in zona Fuorigrotta. La struttura, dichiarato il fallimento da Equitalia nel 2011, dopo che la società Park and Leisure, guidata dall’imprenditore Cesare Falchero, aveva accumulato circa 2 milioni di debiti nei confronti di Mostra d’Oltremare, è stata definitivamente chiusa il 31 gennaio 2013.

Dimentichiamoci giostre e attrazioni però, ciò che c’è dietro Edenlandia è molto di più e molto meno divertente, soprattutto per i 54 lavoratori che dopo un lungo periodo di cassa integrazione, il primo giugno del 2015, sono stati licenziati da “New Edenlandia” s.r.l.
La società a cui il curatore fallimentare, Salvatore Lauria, ha affidato l’appalto, poi lasciato in quanto tutti i soci sono cambiati, non solo ha tagliato 54 posti di lavoro ma continua a non iniziare i lavori di ristrutturazione e riqualificazione dell’area.

Alle cinque, un gruppo di bambini, insieme ai lavoratori, a cui si sono uniti numerosi passanti, ha creato un girotondo al cui centro era posto uno striscione: “Salviamo Edenlandia“, per sostenere la loro causa.

L’organizzatore della manifestazione, Roberto, spiega i motivi per i quali si è voluto scendere in piazza, per cercare di far sentire la voce non solo di chi è direttamente coinvolto ma anche di chi, adulti e bambini, desiderano ardentemente la riapertura del parco divertimenti: “Credo che Edenlandia sia un’opportunità di questa città che non è stata ancora sfruttata e che non merita di rimanere nella condizione in cui è adesso. Edenlandia non è solo un luogo importante perché ci sono molte persone che ci lavorano ma è un luogo importante  per lo sviluppo della città sotto certi aspetti , perché sappiamo quanti poco lavoro c’è a Napoli, sotto altri  è invece uno spazio negato ai ragazzi. Abbiamo troppo poco spazio per i ragazzi, sia i più piccoli che i più grandi, e non possiamo permetterci di avere un posto come Edenlandia chiuso.

Parla anche uno degli ex dipendenti che, ovviamente tende a sottolineare la propria critica situazione.”Alla base siamo pronti per parlare con la nuova società, il punto più importante sarà ritirare i licenziamenti. Da circa diversi mesi infatti, dopo la cassaintegrazione, siamo stati ufficialmente licenziati.”  Il grido più forte in questa giornata arriva proprio da loro: il 12 ottobre ci sarà un incontro importante al comune di Napoli dove si capiranno effettivamente le strategie che l’azienda vuole mettere in atto.

La speranza per i lavoratori è che ci sia  da parte di chi ha ricevuto  i milioni di euro che sono stati investiti per questo progetto, la reale volontà di portare avanti una trattativa. Ma il sospetto che Edenlandia sia l’ennesima occasione per speculare, arricchendo i pochi sulle spalle di tanti, è  un’ipotesi da mettere seriamente in conto.

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Alessandra Vardaro

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