Svetlana Aleksievich, premio Nobel per la letteratura 2015

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Svetlana Aleksievich
Svetlana Aleksievich

Svetlana Aleksievich, giornalista investigativa e scrittrice bielorussa, è il nuovo premio Nobel per la letteratura.

Sembra che la motivazione sia “per la sua polifonica scrittura nel raccontare un monumento alla sofferenza e al coraggio dei nostri tempi”.

Aleksievich crea, infatti, un tipo di letteratura destinata a non tramontare mai, rilegata da aspre realtà e da quell’atmosfera melanconica che contraddistingue la storia russa. I concetti da lei esplicitati sono ridotti all’osso, forse per la sua attività da giornalista, o forse per aver compreso e interiorizzato il modo migliore di far cronaca romanzando.
Nel 1983 divenne famosa per il suo primo libro “La guerra non ha un volto da donna”, ma risale a molto prima il periodo in cui Aleksievich decise di dedicarsi alla scrittura, sconvolta da quella realtà che sembrava inghiottire ogni speranza futura.
Come cronista per i connazionali, si occupò dei principali eventi dell’Unione Sovietica della seconda metà del XX secolo (la Guerra in Afghanistan, il disastro di Černobyl’i suicidi seguiti allo scioglimento dell’URSS). E questa sua attività si unisce a quella di scrittrice. Aleksievich stessa ci spiega, nel suo sito ufficiale:

“Ho sempre cercato un genere che fosse il più adatto alla mia visione del mondo, che esprimesse come le mie orecchie sentono e i miei occhi vedono. Ho cercato molto e finalmente ho scelto un genere in cui le voci umane parlassero di per sé. [..] Nei miei libri persone reali parlano dei grandi eventi della nostra epoca, come la guerra, il disastro di Chernobyl, la caduta di un immenso impero.“

Attiva sul piano politico è stata, inoltre, contro l’intervento russo in Ucraina. Ha infatti dichiarato:

“Amo la Russia, ma non quella di Stalin e Putin”. L’intervento russo in Ucraina è “un’occupazione, una invasione straniera. [..] Non mi piace neanche l’84% dei russi che chiede che gli ucraini vengano uccisi. È difficile essere una persona onesta, ma non bisogna fare concessioni a un potere totalitario”.

Aleksievich, forte delle sue idee, come coloro che sanno per cosa lottare e che prestano la propria voce alla giustizia, non ha avuto vita semplice. 
Questa sua propaganda a sfavore di ogni tipo di abuso non è passata inosservata. Una forte reazione è avvenuta quando la sua critica ha toccato anche il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. È stata così accusata di essere un’agente in incognito della CIA e costretta, nel 2000, a lasciare il suo paese per rifugiarsi prima a Parigi, poi in Svezia e infine a Berlino. Solo nel 2011 è tornata a Minsk.

In 113 anni di storia, Svetlana Aleksievich è la quattordicesima donna a vincere il Premio Nobel per la Letteratura, contro 99 uomini che hanno ricevuto lo stesso riconoscimento. Inoltre, è la seconda persona di origini ucraine a vincerlo dopo Shmuel Yosef Agnon che lo ottenne nel 1966.

Quest’anno è riuscita a dar del filo da torcere a letterati come Joyce Carol Oates e Philip Roth, il keniano Ngugi wa Thiong’o e, tra gli italiani, Umberto Eco e Dacia Maraini. In lista c’era anche il gettonatissimo autore giapponese Haruki Murakami, il norvegese Jon Fosse e l’irlandese John Banville.
La lista conteneva (come da tradizione) 220 nomi, ridotta a soli 5 nel mese di maggio e, dopo un attento e minuzioso studio dei loro scritti, l’Accademia deve scegliere un vincitore entro la prima metà del mese di ottobre.
La cerimonia di premiazione avverrà a dicembre.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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