Il Gassificatore a Capua, al momento, non si farà.

Questo è l’esito dell’appuntamento che il fronte del No si è dato la mattina di mercoledì 07 ottobre alle ore 08;30 davanti agli uffici del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, a Caserta.

I manifestanti mostrano da subito ottimismo per la sospensione della procedura di appalto, che verrà resa ufficiale alle 11;00, con un apposito avviso nella bacheca degli uffici di Via Battisti, su spinta di un’apposita nota dell’assessore regionale all’Ambiente Bonativacola.

Si tratta di un evento molto importante nella vicenda del Gassificatore, che rappresenta una forte battuta d’arresto per il progetto, fortemente voluto dall’ex-Presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, con il sostegno del sindaco di Capua Carmine Antropoli, che può aprire la strada per un suo annullamento.

Altrettanto importante è in questa vicenda il successo del movimento NoGas, della sua trasversalità, della sua capacità di mobilitazione sociale e politica, orientando all’opposizione dell’impianto perfino i consiglieri regionali del centrodestra quanto del PD. Quelle stesse forze della “Gross Koalition” al Governo, del piano nazionale, previsto dallo Sblocca Italia, di costruzione di 12 inceneritori, dei quali uno è previsto in Campania, aprendo nuovi scenari: sull’esempio delle pressioni da Montecitorio ai consiglieri comunali della Capitale per le dimissioni forzate di Marino, si profila un nuovo scontro, interno ai democratici, verso chi diverge dagli accordi del Premier?

È, per gli attivisti, soprattutto la vittoria della costanza nell’aver condotto, dal 2012, una battaglia verso un’opera giudicata inutile perfino dagli alleati dello stesso Zinzi, che già fu rimandata nella sua progettazione originaria a Marcianise.

L’impianto viene inizialmente progettato nel 2011, con la precedente amministrazione regionale di Stefano Caldoro, per assicurare l’autonomia in territorio casertano nella gestione dell’emergenza rifiuti, prevedendo lo smaltimento termico di 250.000 tonnellate – poi 90.000 – di rifiuti indifferenziati.

L’allora Presidente della Provincia trovò, forse inaspettatamente, l’opposizione ferma di un forte movimento di opinione, che lo ha costretto a riconsiderarne l’ubicazione, per evitare il forte rischio di impopolarità nella sua città natale e roccaforte del suo consenso elettorale.

Il progetto, dopo l’intesa con il Primo cittadino, riparte nel febbraio 2012 a Capua, scatenando un dissenso forte e diffuso, che ha dato origine a momenti di intensa partecipazione popolare; il corteo del Giugno di quello stesso anno col quale il fronte del no si è manifestato nella sua pienezza, preceduto dal Consiglio Comunale aperto di Maggio, nel quale si è resa evidente l’inutilità dell’opera, culminato con l’occupazione di un terreno dell’Asl Na1: l’11 novembre del 2013 la giunta di Antropoli, con una delibera, lo vende per una cifra di 1.200.000 alla Gisec, la società di gestione dei rifiuti di proprietà della Provincia di Caserta, allora amministrata proprio da chi voleva il gassificatore, per iniziarne i lavori di costruzione.

Dopo la risposta della cittadinanza capuana alla manovra del suo sindaco, è la rivendicazione della stessa Asl napoletana, proprietaria del terreno, a interrompere la procedura, valendosi del vincolo di destinazione del suolo a strutture sanitarie.

A due anni da quell’evento, nonostante i numerosi tentativi di portare a termine un impianto sconfessato da tutte le forze politiche presenti nella Regione, ecco lo stop seguito a quello di questa estate, che forse ne segna il declino.

Pur restando alta la guardia dei NoGas, in vista di future riprese del progetto, e chiedendo le dimissioni e le restituzioni dei compensi del Preside della Facoltà di Ingegneria di Aversa Michele Di Natale, commissario ad acta, le vicende dell’opposizione a questo inceneritore segnano una svolta.

In una democrazia bloccata vincono inaspettatamente, forse in via definitiva, le ragioni della salute, di un’economia sostenibile, della difesa dell’ambiente e della riappropriazione della propria terra contro logiche vecchie e dannose.

Eduardo Danzet