UdS: in seimila a Napoli contro la Buona Scuola

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L'inizio della manifestazione anti Buona Scuola
L'inizio della manifestazione

Napoli – Piazza Garibaldi, ore 9:00 i ragazzi della manifestazione dell’Unione degli Studenti si accorpano in un unico blocco, intonando cori e mostrando striscioni di protesta nei confronti del governo. Questa è la prima di tante manifestazioni dell’UdS che segneranno le prossime stagioni, contro un governo che vuole propinare sotto il nome di Buona Scuola una serie inaccettabile di riforme che spingono verso l’accentramento dei poteri nelle mani del preside, il progressivo aumento della tendenza a trasformare la scuola in un generatore di stagisti a costo zero, e l’incremento esorbitante dei costi e delle spese che mettono a rischio la gratuità dell’istruzione pubblica.

La protesta viene spinta con l’ausilio di piccoli petardi e fumogeni, che scompaiono all’avvicinarsi della Sanità. Nel quartiere, il cordone di ragazzi si scioglie per ricordare Genny, il giovane innocente ucciso dalla camorra proprio davanti la basilica di Santa Maria della Sanità, dove i ragazzi dell’UdS hanno affisso una targa in sua memoria e per le tante vittime innocenti della camorra. E allora dai microfoni si alza forte la voce dei rappresentanti degli studenti contro le riforme alla pubblica istruzione e contro la camorra, ricordando l’importanza di non dividere la lotta alla criminalità da quella per il diritto allo studio. «A Napoli 10.000 studenti si sono diretti nel rione Sanità per denunciare la grave mancanza delle istituzioni nelle periferie e nei quartieri popolari che è causa della selvaggia speculazione umana e economica della camorra e della criminalità organizzata che toglie ad una larga fetta di popolazione la possibilità di andare a scuola, formarsi, conoscere, lavorare, vivere.» dichiara Raffaele Guarino.

E allora continua Mauro Esposito:

“Partirei dicendo subito che quella di oggi è stata oggettivamente una vittoria. Nonostante le continue contestazioni da parte di tutte le componenti scolastiche, il governo ha approvato la riforma della scuola. Questo dato, insieme a tanti altri, ci mostra il vero volto autoritario e antidemocratico del governo Renzi. Pensavamo che gli studenti fossero demoralizzati da questo dato, ma la data di oggi, costruita con un lungo percorso intrapreso scuola per scuola, ci ha dimostrato che gli studenti non ci stanno e che contribuiranno massicciamente al boicottaggio dell’ormai passata riforma. Penso, inoltre, che vista la fase storica, non basta più parlare solo di scuola, ma fare rete e trattare tematiche che di solito vengono date per scontate, come ad esempio la questione dei diritti LGBTQIA, l’ambiente, ma soprattutto la lotta alla criminalità organizzata, che egemonizza i nostri territori, sfruttandoli e distruggendoli. In conclusione, la piazza di oggi ci ha fatto capire che gli studenti sono pronti per costruire la scuola che vogliamo, per praticare una didattica alternativa, per riconquistare i diritti e la democrazia.”

Analoghi i motivi che hanno mobilitato gli studenti a Napoli,Nocera,Benevento e Salerno: il bisogno di spazi di aggregazione in cui studiare e socializzare e attivare pratiche di mutualismo come le lezioni a prezzi popolari.

In rete con l’UdS, è scesa in piazza anche Link, rappresentata dagli studenti universitari. Mattia Papa, coordinatore di Link Napoli, ha dichiarato nel comunicato: “Oggi anche gli studenti universitari hanno percorso le strade della nostra città per rivendicare l’ accesso libero ai luoghi della formazione. In regione Campania il diritto allo studio non viene garantito: circa la metà degli idonei alla borsa di studio risulta non beneficiario, mentre i ritardi con cui vengono liquidate le borse raggiungono tempistiche drammatiche” e ancora, “Riteniamo che sopratutto nei nostri territori, dove l’emarginazione sociale e la povertà rappresentano una questione rilevante, l’accesso ai saperi, con un’università gratuita per tutti, debba essere visto come un vettore di emancipazione individuale e collettiva. Solo partendo dai luoghi della formazione è possibile mettere in moto quel processo di produzione di un modello di sviluppo diverso”.

Non solo Buona Scuola e proteste sterili: nelle motivazioni che portano l’UdS in piazza c’è spazio per tematiche ambientali, sessuali, sociali, di uguaglianza e rispetto reciproco, culturali, e soprattutto c’è spazio per la proposta, che rende legittima la protesta. Gli studenti non perdono il mordente, e preparano le loro armi, il dissenso e la cultura, per andare ancora più forte contro le imposizioni di un governo che non sa ascoltare.

Davide Pascarella

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