Napoli, i disagi dei lavoratori dell’ANM

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NAPOLI – Continuano i disagi per i lavoratori dell’ANM, azienda napoletana mobilità. Che sia per i passeggeri o per i lavoratori, la situazione diventa sempre meno rosea. I problemi dei mezzi pubblici sono ormai risaputi e tristemente visibili a tutti, e sono stati denunciati più volte da chi ne usufruisce e dai dipendenti.

Salite alla ribalta sono in questi giorni numerose denuncie per le precarie condizioni igieniche degli autobus che circolano nella città partenopea: sporcizia è la parola d’ordine. Vincenzo Ezio Lucchese, dipendente dell’ANM e componente del sindacato USB, ci tiene a precisare che “la mancanza di pulizia non è colpa dell’indotto interno ma è dovuta ad una gestione fallimentare della società che non risulta all’altezza di portare avanti il capitolato d’appalto. Ai dipendenti che si occupano delle pulizie in primo luogo non sono forniti degli elementi minimi per svolgere le proprie mansioni e, grande contraddizione, gli stessi  sono costantemente in cassa integrazione. Di norma si ricorre alla cassa integrazione nel momento in cui vi è un esubero di personale, cosa che qui non c’è palesemente date le pessime condizioni.

Nonostante l’igiene latente, questa non sembra essere la prima preoccupazione: da lunedì 19 Ottobre prenderà piede il progetto sperimentale “Linea sicura”, un accordo tra  l’Azienda Napoletana Mobilità e la Polizia Municipale che vede in campo numerosi caschi bianchi per controlli coordinati sugli autobus contro l’evasione tariffaria e, secondo le carte, per la sicurezza dei conducenti. Ma questa non sembra  la soluzione adatta alle richieste dei dipendenti, i quali, si aspettavano un altro tipo di risposta. Lucchese infatti precisa che “l’utilizzo di personale della polizia municipale, così come è stato configurato sembra essere unicamente un’azione di tipo repressivo per il recupero dell’evasione ma non risulta essere una vera operazione di protezioni dei conducenti. Le fasce orarie in cui la polizia dovrebbe agire infatti non sono quelle in cui possono verificarsi possibili aggressioni. Così, il progetto Linea Sicura, nonostante uno sforzo organizzativo da parte dell’amministrazione comunale e dell’AMN, sembra essere più un operazione “biglietto sicuro”.

I dipendenti continuano quindi a sentirsi abbandonati e sicuramente la loro posizione diventa sempre più complicata: trattative in corso per un accordo tra sindacati e l’azienda napoletana mobilità per una proposta che lascia un retrogusto amaro.

Storicamente il silenzio si paga, ma non questa volta. L’ANM offre sei euro in più al giorno per i dipendenti che porteranno a termine le loro corse senza lamentele per quanto riguarda guasti manutentivi, e non solo, che possono avvenire sul mezzo pubblico. Su questa situazione Lucchese è chiaro: ”I sindacati e l’azienda stanno facendo un gioco sporco. Se l’accordo dovesse avvenire, la situazione diventerebbe altamente pericolosa. Tutto ciò potrebbe invogliare il personale a contravvenire ad un dovere morale di segnalare un’anomalia. Anomalia che può essere sia lo specchietto rotto che qualcosa di potenzialmente pericoloso per gli altri come la perdita di carburante. Questo tipo di discrezione  non deve essere affidata al conducente, in quanto potrebbero esserci fattori, quali le difficoltà economiche personali, che lo porterebbero ad una situazione di conflittualità con se stesso.” Ovviamente Lucchetti ci conferma che nel caso in cui dovessero emergere elementi penali nell’accordo: ”noi come sindacato forniremo denuncia alle autorità competenti”.

Nel frattempo, si è tenuto un presidio di protesta promosso dall’unione sindacale di base, davanti la sede dell’ANM il 13 ottobre alle ore 10.00 

ANM

“L’Unione Sindacale di Base è in presidio, al fianco dei lavoratori, per chiedere l’applicazione di concrete politiche industriali che incidano positivamente sui livelli occupazionali, sul salario, sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. No ad accordi aziendali che possano monetizzare la sicurezza a svantaggio di utenti e lavoratori. La salute non si compra, bisogna investire in prevenzione garantendo mezzi idonei e mansioni alternative alla guida.”

Alessandra Vardaro

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