Italia: tra certezze e mancati investimenti

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Le qualificazioni all’edizione 2016 degli Europei di Francia sono giunte al termine. Dopo 10 partite giocatesi tra il Settembre 2014 e l’Ottobre 2015 sono arrivati i primi responsi parziali, in attesa degli spareggi che decreteranno le altre 4 partecipanti al torneo insieme alle 20 già direttamente approdate alla competizione.

I gironi di qualificazione hanno riservato sorprendenti novità e cocenti delusioni: ad Euro 2016 figureranno le debuttanti Galles, Islanda, Slovacchia, Albania e Irlanda del Nord ma non ci sarà l’Olanda, la stessa che negli ultimi due mondiali si è classificata al secondo e al terzo posto. La nuova politica di espansione numerica delle squadre partecipanti ha favorito in qualche modo le outsider, fermo restando le qualità e i grandissimi progressi dimostrati negli ultimi 13 mesi. Il Belgio ha scalato il ranking riuscendo ad approdare al primo posto pur non avendo mai vinto un titolo, ma riuscendo ad operare quella politica di investimento sui giovani che forse nel Bel Paese non è tanto vista di buon occhio. L’Inghilterra ha letteralmente surclassato le avversarie con le sue 10 vittorie di fila, scacciando i fantasmi del mondiale 2014, così come la Spagna. Anche la nazionale di Del Bosque sembra aver smaltito i postumi dei disastri Brasiliani e si candida prepotentemente, grazie soprattutto ad un ricambio generale di qualità, a vincere il terzo campionato continentale di fila.

…e poi c’è l’Italia

La nazionale azzurra si accinge a partecipare al nono Europeo della propria storia in virtù del primo posto conquistato nel girone H. 7 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte per gli uomini di Conte che hanno dovuto fare i conti con avversarie in generale molto alla portata, fatta eccezione, forse, per la Croazia, classificatasi seconda a causa della debacle nelle partite dello scorso Settembre che hanno comportato una perdita considerevole di punti.

Alla luce di queste 10 partite è opportuno fare alcune considerazioni in vista dell’impegno dell’estate prossima che vedrà gli azzurri lottare per un trofeo che manca da ben 47 anni. Le avversarie sono ostiche, dalla Francia ospitante all’Inghilterra, dal Belgio alla Germania, dalla Polonia che può vantare uno dei 4 attaccanti più forti al mondo al Portogallo.

È il caso che mister Conte capisca che contro Nazionali di un certo spessore tecnico non sarà possibile giocare con il 3-5-2 e che magari, iniziare a provare già dalla prossima pausa dai campionati una coppia di centrali diversa dai soliti Barzagli/Chiellini e Bonucci che, ormai, data la “vecchiaia” possono andare comunque incontro a degli svarioni difensivi. Rugani e Romagnoli sono il futuro, ma è necessario farli entrare nei meccanismi della Nazionale maggiore già da ora per poterli utilizzare in tutta sicurezza negli eventi che contano.

Dopo anni di tormenti sembra essere arrivato il momento in cui l’Italia possa vantare terzini di livello. Darmian sta dimostrando tutto il suo potenziale in Premier League e, se non lo è già, per la trasferta oltralpe sarà sicuramente una certezza per il tecnico Pugliese. De Sciglio pare aver lasciato alle spalle tutti i problemi fisici e psicologici che lo hanno fatto passare dall’essere una delle più importanti promesse del calcio Nostrano a emblema del fallimento del Milan di questi anni. Resta il dilemma Pirlo/Verratti come unica incognita di un centrocampo che farà di Marchisio e De Rossi i propri leader. Verratti è giovane e ha ampi margini di miglioramento, Pirlo non può più sostenere ritmi troppo alti. È il caso di provare a inserire in pianta stabile il giovane Abruzzese affidandogli le chiavi della regia facendo partire il “maestro” dalla panchina sfruttando la sua classe nei momenti più difficili.

Ora il tasto dolente. Da troppi anni in Italia non si riescono a sfornare degli attaccanti di qualità paragonabile ai vari Del Piero, Baggio, Totti, Inzaghi e così via. I giovani ‘’bomber’’ come Zaza, Berardi e Insigne vengono impiegati poco per far posto ad altri giocatori, sì di spessore, ma che non hanno nei geni lo stesso talento di questi tre sopracitati. E poi c’è lui, la variabile B.

Mario Balotelli è stato senz’altro il trascinatore degli scorsi Europei e il flop assoluto dei Mondiali successivi. Dopo i periodi non facili passati tra San Siro e Anfield ora, tornato in Italia, a Milano, sempre sponda rossonera, sembra aver ritrovato la propria dimensione, la propria tranquillità e, soprattutto, la voglia di giocare a calcio, e chissà che proprio Balotelli, possa finalmente regalare una soddisfazione agli Italiani ed ergersi, dopo anni di alti e bassi, ad assoluta certezza del nostro calcio.

Fonte immagine in evidenza: tagli.me

Vincenzo Marotta

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