Ritorno al futuro: cosa ha predetto la fantascienza

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Ritorno al futuro
Ritorno al futuro

Ritorno al futuro è una saga che, nel corso degli anni, ha saputo affascinare intere generazioni di spettatori. Ma le avventure nel futuro di Marty McFly e di Doc Brown, da oggi, apparterranno paradossalmente al passato. Infatti, oggi, 21 ottobre 2015, è l’esatto giorno in cui Marty e Doc torneranno “indietro nel futuro” per evitare che la vita dello stesso Marty vada in mille pezzi in seguito a un particolare evento, accaduto proprio in questo particolare giorno che, nel 1989, sembrava essere così lontano.

Eppure ora è qui. E, purtroppo, guardando fuori dalla finestra, ci accorgeremo che il futuro immaginato da Robert Zemeckis e compagni è quanto più lontano possibile dalla nostra realtà di tutti i giorni; molto più simile, in realtà, al 1985. Macchine volanti, induttori di sonno, cliniche di ringiovanimento, giubbotti che si asciugano da soli, sistemi giudiziari veloci e servizi meteorologici affidabili: niente di tutto questo appartiene al nostro presente. E nemmeno il tanto sognato Hoverboard è diventato realtà: lo spot creato da Lexus è infatti solo una trovata commerciale. L’Hoverboard di Lexus è costruito, infatti, con particolare magneti e utilizzato in un campo appositamente creato: su un marciapiede starebbe piantato a terra. Ritorno al futuro sembra, quindi, solo una fantasia del passato, così come lo sono stati i viaggi interstellari di 2001:Odissea nello spazio. 

Ma il futuro immaginato nelle opere di fantascienza è sempre così lontano dalla realtà? Forse non tanto quanto crediamo. Di certo non abbiamo ancora problemi come la ribellione delle macchine o viaggi spaziotemporali, ma la tecnologia è in continuo miglioramento. E persino il cinema ha una parte in tutto questo: basti pensare a quante persone hanno lavorato per rendere reale l’Hoverboard di Ritorno al futuro, o delle varie intelligenze artificiali con cui, ormai, ci interfacciamo quotidianamente, che ricordano l’HAL9000 di kubrickiana memoria. I droni, utilizzati a scopo militare, come quelli del film Terminator. E, infine, nello stesso Ritorno al futuro – Parte II, i giovani figli di Marty McFly indossano dei particolari occhiali targati JVC, simili ai nostri Google Glass. Il cinema appare, dunque, come un infinito serbatoio di idee destinate a diventare realtà prima di quanto immaginiamo.

C’è un sogno che in Ritorno al futuro è reale e che nella vita è irrealizzabile: il viaggio nel tempo. Andare a spasso tra le varie epoche, notarne gli sviluppi, i cambiamenti, è un’idea destinata a rimanere nella fantasia, davanti alla macchina da presa. Eppure, è il cinema stesso che si comporta come una macchina del tempo. Con la sua visione artistica, è capace trascendere le unità di spazio e di tempo e di catapultarci all’interno di altre epoche del passato e dare uno sguardo al futuro, per quanto lontano e impreciso possa apparire. Ed è questo Ritorno al futuro: un viaggio impossibile tra le varie epoche reso reale dalla grande illusione del cinema.

Davide Romano

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