La destra vince in Svizzera, ma degenera a Colonia

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Negli ultimi anni, con una crisi economica senza precedenti da gestire, i problemi causati dall’immigrazione, lo stato jihadista che fa paura, in Europa stiamo assistendo ad una rinascita di movimenti politici di stampo nazionalista e di estrema destra, partendo dal Front National di Marine Le Pen, per arrivare alla Lega di Matteo Salvini.

I punti programmatici sono pressappoco gli stessi: stop all’immigrazione selvaggia alla quale l’Europa non vuole mettere un limite, sovranità monetaria, e difesa del proprio Paese a tutti i costi. Questi punti erano infatti anche quelli dell’UDC (Unione Democratica di Centro), che di centro ha poco o nulla, e che ha svolto l’ultima campagna elettorale concentrandosi in maniera particolare, quasi monotematica, sul problema dell’immigrazione e che ha vinto le elezioni federali conquistando il 29,7% dei voti, e 65 seggi al Consiglio Nazionale, ovvero la camera bassa. Invece, alla camera alta, ovvero il Consiglio degli Stati, l’UDC sarebbe stata superata di 3 seggi dal Partito Liberale Radicale, anch’esso di destra, che ne ha vinti 8. Tuttavia, per avere dati più concreti, bisognerà aspettare il ballottaggio che si svolgerà nelle prossime settimane. Certo è che il governo svizzero passerà da una maggioranza di sinistra ad una dello schieramento opposto.

Toni Brunner, il leader dell’UDC, ha commentato così l’esito: «Gli svizzeri hanno voluto porre l’immigrazione al centro di queste elezioni e non sono d’accordo con gli altri partiti, con il Governo e con il Parlamento: noi sappiamo come gestire questa crisi dei rifugiati, mentre gli altri agiscono come se non fosse un problema».

Questo clima diffuso in tutta Europa, in cui le persone danno più fiducia a movimenti identitari generalmente di destra, ha purtroppo favorito anche la xenofobia da parte di persone che, indipendentemente dal credo politico, lucrano o comunque trovano divertimento nel diffondere timore e paura nei confronti degli stranieri, paura insensata che colpisce prima di tutti coloro che compiono questo tipo di atti.

Un esempio, ne è la tedesca Henrietta Reker, neo sindaco di Colonia, candidata indipendente, ma sostenuta dalla CDU di Angela Merkel, dai Verdi e dai liberali, che è stata attaccata il giorno prima della vittoria da un quarantaquattrenne xenofobo armato di un coltello che aveva militato negli anni ’90 in un gruppo neonazista. La Reker, prima della vittoria, era anche responsabile dell’accoglienza dei rifugiati in Colonia, ed ha condotto tutta la campagna elettorale sostenendo la necessità di accogliere i richiedenti asilo. Adesso è ricoverata in ospedale, dov’è stata operata d’urgenza al momento del suo arrivo.

Federico Rossi

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