Breve storia “italiana”

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Breve storia italiana
Breve storia italiana

“La mia polacca è della Romania”
“La mia è filippina”

No, non è una barzelletta, è successo davvero. Testimone una polacca. Ma non una badante. Una polacca, una polacca, una donna proveniente dalla Polonia. Ebbene sì, negli ultimi tempi il termine è diventato tristemente sinonimo di “badante”, almeno al Sud Italia. E che dire di termini come “clandestino” ed “extracomunitario”?

In questo momento sarei davvero curiosa di sapere che immagine mentale vi si è creata nel leggere le due parole. Scommetto che abbiate pensato ad un immigrato nordafricano o sub-sahariano, preferibilmente povero. Ma perché?

Clandestino” è solo colui che non ha i documenti. Ma è un criminale secondo una legge, la Bossi-Fini, che identifica in lui un pericolo per lo Stato, al punto di meritare per questo il carcere. L’”extracomunitario”, poi, è semplicemente colui che proviene da un paese che è fuori dalla comunità europea. E allora perché continuiamo a chiamare come extracomunitari tutti i disperati che vengono nel nostro paese alla ricerca di salvezza? Ho sentito chiamare “extracomunitari” anche coloro che provenivano dall’Est Europa. 

“Toh, un extracomunitario svizzero”: questa sì che invece è una barzelletta. Non la racconta ancora nessuno però. Lo svizzero, invece, è sì un extracomunitario. E lo sono anche, per esempio, norvegesi e islandesi. E se decido che voglio una foto di un extracomunitario, Google, da buon servitore, mi offre ciò che come italiano mi aspetto di vedere: mai un volto pallido, solo visi distrutti di disperati neri in cerca di felicità.

 

Roberta Migliaccio
MamAfrica

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