Anas: scandalo, dieci gli arresti per corruzione

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La guardia di Finanza, coordinata dalla procura di Roma, ha dato il via all’operazione Dama nera arrestando dieci persone per associazione a delinquere, corruzione e voto di scambio, ed eseguendo centinaia di perquisizioni in tutta Italia.

L’operazione delle forze dell’ordine è stata così denominata poiché a capo della banda c’era una donna, Antonella Accroglianò, dirigente responsabile del coordinamento tecnico amministrativo e deputato alla gestione dei rapporti con gli imprenditori. Tra gli indagati anche i colleghi Oreste De Grossi, Sergio La Grotteria, Giovanni Parlato e Antonino Ferrante, coinvolti nella vicenda.

Il movente che avrebbe spinto Antonella Accroglianò sarebbe stata la forte ambizione. La donna puntava a posizioni ancora più alte ossia ad essere nominata responsabile dell’ufficio Gare e Appalti. Questo è quanto si può leggere negli atti: «sistematiche condotte di asservimento della funzione svolta all’interno dell’Anas (con la quale la Accroglianò per la sua funzione aveva stretti rapporti) alle ragioni di terzi disposti a riconoscere loro denaro ed altre utilità; di reiterati episodi di corruzione per specifici atti contrari, reciprocamente cooperando ciascuno per quanto di propria competenza, per ottenere profitti illeciti, determinati nel loro ammontare dalla Accroglianò e dalla stessa gestiti, riscossi in contanti direttamente dai sodali e ripartiti proporzionalmente alle responsabilità assunte nella gestione dei singoli procedimenti amministrativi, concertando comuni iniziative di auto protezione».

Con la Dama nera non cooperavano soltanto i colleghi, ma anche uomini politici e imprenditori. Tra le figure di spicco abbiamo Luigi Meduri sottosegretario del Governo Prodi e ex presidente e consigliere regionale della Regione Calabria. Il ruolo del politico democristiano era quello di fare da intermediario tra la Accroglianò e due imprenditori siciliani in modo da favorire gli affari tre le due parti.

Il presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani si è dichiarato scandalizzato, ma non sorpreso dalla vicenda che ha visto protagonista una delle sue dipendenti di maggiore spicco.

Antonella Accroglianò ha, infatti, sempre rifutato di sottoporsi alla valutazione esterna prevista per tutti i dirigenti e questo ha destato non pochi sospetti. Armani ha provveduto subito con il licenziamento della Dama nera e di tutti i suoi collaboratori: «Sulla base di eventi corruttivi ho licenziato i dipendenti di Firenze e licenzierò anche questi di quest’ultima inchiesta. Non solo Antonella Accroglianò, ma anche Oreste De Grossi e Sergio Serafino Lagrotteria finiti nell’inchiesta che ha portato agli arresti del 22 ottobre verranno licenziati senza indennizzo».

Il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio si è detto soddisfatto per i provvedimenti per i funzionari Anas e per l’ex sottosegretario Pd Gigi Meduri: «La vicenda dell’Anas lascia l’amaro in bocca ma, per paradosso, credo che dovremmo definirlo un giorno positivo perché stiamo facendo pulizia. La corruzione non è invincibile. In questi giorni è in discussione in Aula la riforma del codice degli appalti pubblici. Una vera rivoluzione».
Si auspica che con le nuove norme e con il lavoro della Finanza la corruzione venga sconfitta una volta per tutte.

Vincenzo Nicoletti

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