Higuain: storia di una rinascita

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Il Napoli sta viaggiando, dopo un inizio decisamente non facile, su ritmi altissimi. Con il settimo risultato utile consecutivo, tra campionato e coppe, messo in cassaforte dopo la vittoria di Verona contro il Chievo, la squadra guidata da Sarri ha dimostrato di trovarsi in un momento di forma splendido. Gli Azzurri hanno trovato un equilibrio mai visto durante le gestioni Mazzarri e Benitez e, forse, le parole del tanto amato Maradona sul nuovo allenatore, hanno scosso un po’ l’ambiente, regalando uno spirito più battagliero alla squadra.

Oppure, semplicemente, il progetto iniziato dal tecnico Toscano, ma dal cuore Partenopeo, sta portando i suoi frutti. Alla faccia di tutti i malpensanti che già accusavano l’ex Empoli di essere un allenatore da squadra provinciale e che solo lì, in provincia di Firenze, poteva fare bene; ma si sa, i tifosi Italiani sono tutti commissari tecnici in erba e tendono sempre a giudicare tutto a primo impatto.

Il signor Sarri ha avuto la capacità di dare identità ad una squadra in piena crisi di risultati, facendola risorgere come una fenice dalle proprie ceneri. Ha ridato motivazioni a giocatori in procinto di cambiare aria e che sono stati determinanti, e lo saranno ancora, per preservare l’ottimo lavoro fatto per scalare la classifica fino ai piani alti. Non è un caso, dunque, che la risalita della squadra Campana passi in gran parte dalla ”resurrezione” di Lorenzo Insigne, vero e proprio simbolo della Napoletanità, ma più di tutte da quella di Gonzalo Higuain.

L’Argentino ha vissuto, durante la scorsa annata, una crisi che lo ha psicologicamente debilitato a tal punto da ritagliarsi il ruolo di uno dei principali artefici della mancata qualificazione in Champions del Napoli. In doppia cifra l’anno scorso ci è comunque andato, visto il suo eccezionale talento, ma mancavano palesemente freschezza, voglia e concentrazione, la stessa che serviva dagli 11 metri di quel Napoli-Lazio del 31 Maggio e di quel Chile-Argentina. Una vera e propria debacle mentale di cui l’errore in finale Mondiale contro la Germania ha costituito l’alfa e l’errore in finale di Coppa America ha costituito l’omega. Troppi si sono scagliati contro il Pipita, facendogli pesare quei 40 milioni spesi per lui da De Laurentis nell’estate del 2013, al netto dei 9 spesi dalla Juventus per il compatriota Carlitos Tevez.

A Napoli come a Buenos Aires Higuain sembrava essere diventato un peso e l’ago della bilancia, soprattutto in Nazionale, iniziava a pendere dal lato dell’ex Juventino.”Ah se ci fosse stato l’Apache contro la Germania, forse staremmo parlando di altro”.

Solo l’arrivo di un guru come Maurizio Sarri poteva risollevare il morale di un giocatore affranto che ora sembra aver recuperato tutto lo smalto e la voglia di vincere che contraddistingue un campione. Scatti, dribbling e tanti gol (precisamente 7 in 9 partite di campionato, 9 in 12 contando anche le coppe), ed ora Gonzalo può godersi nuovamente i cori del San Paolo che inneggiano al suo nome, e anche quelli dei suoi tifosi Argentini, data la convocazione del Tata Martino per gli impegni del 12 e 13 Novembre con l’Albiceleste, che sancisce il suo definitivo ritorno in Nazionale. Certo, magari per i rigori diamogli ancora un po’ di tempo…

Fonte immagine in evidenza: corriere.it

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Vincenzo Marotta

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