Opening Night: Curry show. Gasol stoppa i Cavs

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È tornata. Dopo tante settimane di chiacchiere, trattative, trade e ripensamenti (De Andre Jordan, ndr), torna finalmente l’NBA, quella vera, quella che si decide sul parquet delle trenta arene sparse in giro per gli Stati Uniti. Stephen Curry ha subito messo in chiaro le cose, spazzando via dal campo i Pelicans e Anthony Davis, mettendo a referto 40 punti, di cui 24 nel solo primo quarto con 9/13 dal campo. Intanto, qualche minuto prima, mentre a Oakland avveniva la cerimonia di consegna degli anelli, a Chicago, sotto gli occhi del presidente Barack Obama, Pau Gasol in versione not-in-my-(white)house” stoppava LeBron James allo scadere, consegnando ai Bulls la gioia stagionale. Sì, lo sappiamo, ha 35 anni, ma la grandezza non ha età, giusto?

I Warriors sfoggiano i loro anelli da un milione di euro cadauno

A HUMAN VIDEOGAME – Così lo ha definito in telecronaca Chris Webber nel corso del primo quarto dopo l’ennesimo palleggio, arresto e tiro from downtown. Segnato, ovviamente. Allo scadere della sirena, il tabellone recitava: 24 punti, 9/13 dal campo. Sublime. Chiuderà con 40 punti, ma nel finale ha decisamente mollato, altrimenti il cinquantello sarebbe arrivato sicuramente. Ma andiamo con ordine. Dopo la consueta cerimonia degli anelli e The Star-Spangled Banner cantato dal solito bimbo-prodigio, le squadre si presentano sul parquet non senza delle novità. Innanzitutto, sulle panchine, perché Alvin Gentry, che lo scorso anno era assistente a Golden State, questa volta si siede sulla panchina dei Pelicans e lo farà per il resto della stagione; Luke Walton, invece, fa le veci di Kerr per questa gara d’apertura. In quintetto torna Bogut, dopo la retrocessione durante le scorse Finals. In casa New Orleans, invece, assenti Asik, Holiday e Evans, partono in quintetto Robinson e Perkins. L’ultima volta era capitato a Boston durante le Finals 2010. Nonostante lo spettacolo regalato dall’MVP nel primo quarto, i Pelicans restano in scia: 39-35. E a inizio secondo arriva, addirittura, il sorpasso sul 44-43, complice anche il fatto che Curry era in panca. Appena tornato sul parquet, si ristabiliscono immediatamente le distanze e a fine primo tempo si tocca la doppia cifra di differenza: 59-49. Potrebbe andare peggio per gli ospiti, considerando che Anthony Davis sembra il lontano parente del supereroe destinato a dominare la Lega; nonostante sia suo il primo canestro della partita, non riesce mai ad entrare in ritmo e, nel corso del secondo tempo, andrà a toccare un desolante 1/14 dal campo.

Il secondo tempo gli Warriors aprono immediatamente un parziale di 8-0 per mettere in ghiaccio la gara. La partita finisce praticamente lì, con una passerella lunga quasi 24 minuti per i campioni del mondo. Unica nota stonata, il solito infortunio a Bogut che, nonostante la maschera protettiva, riesce comunque a farsi male. Finisce 111-95. Se Steph è questo, ci conviene già cominciare la stagione 2016-17. Ha ragione Chris, è un videogioco umano!

Il momento che ha deciso la gara: Gasol stoppa LeBron James a 3” dalla fine

NON IN MY HOUSE! – Ancora una voltA Pau Gasol. Dopo aver guidato alla vittoria la sua Spagna ad Eurobasket ed essere stato eletto Mvp della manifestazione, Pau Gasol decide anche la sfida d’apertura dei nuovi Bulls targati Fred Hoiberg, stoppando, addirittura, un certo LeBron James a 3” dalla fine. Una stoppata che non basta per cancellare una prestazione sottotono (2 punti e 2 rimbalzi), ma che quanto meno permette a Chicago di cominciare la stagione nel migliore dei modi. Barack Obama, ospite d’eccezione, aveva lasciato lo United Center pochi minuti prima, soddisfatto di come la sua squadra fosse riuscita a tener testa ai campioni della Eastern Conference. E, in effetti, la partita dei padroni di casa è stata molto buona, riuscendo a tenere gli avversari sotto al 40% al tiro. Il Re, dal canto suo, nonostante i 25 punti e i 10 rimbalzi, non era esattamente nelle migliori condizioni; i problemi alla schiena, evidentemente, sono molto più fastidiosi di quanto si pensasse.

Senza ancora Kyrie Irving, fuori fino a gennaio, i Cavs si presentano con Mo Williams in quintetto e il rientrante Kevin Love in ala. L’attacco funziona ad intermittenza, merito soprattutto della difesa dei Bulls e di un Gasol autore di 6 stoppate. E così, dopo un primo tempo chiuso sotto di 6 punti (46-40), gli uomini di Blatt scivolano a -13 a 8′ dalla sirena del terzo quarto, grazie a Derrick Rose versione mascherata (18 punti). Nonostante i fastidi, James riesce a rimettere in piedi la gara, aprendo prima un parziale di  8-0 a fine terzo periodo e poi suggellando il sorpasso nel quarto (83-82). Nell’ultimo periodo salgono in cattedra Butler e Love, autori rispettivamente di 9 e 8 punti, portando la gara punto a punto fino all’ultimo possesso Cavs a 10” dalla fine. Ciò che ne segue è descritto nella foto sovrastante: LeBron cerca la penetrazione, ma, probabilmente anche a causa della schiena, non attacca con decisione il ferro e, così, viene stoppato dal catalano in maglia numero 16. Finisce 97-95. Buona la prima per Hoiberg.

Altri risultati della notte: Atlanta Hawks 94 – 106 Detroit Pistons

Fonte immagine in evidenza: google.com

Fonte immagini media: google.it

Michele Di Mauro

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