Il Portogallo come la Grecia di Tsipras?

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Come scrive Alfonso Gianni sull’Huffington Post, in Portogallo si sta verificando “un vero e proprio crimine contro la democrazia”.

Nella repubblica lusitana il Partito Social Democratico (formazione di centrodestra) ha vinto le elezioni ma non ha la maggioranza per formare un governo (sono necessari 122 seggi, il PSD ne ha conquistati 104), diversamente dalle previsioni dei sondaggi. Rimane stabile il Partito Socialista, che sceglie di non sostenere più l’austerità, spostandosi sulla linea politica della sinistra radicale; rappresentata dalla coalizione tra PCP (comunisti), Verdi e Iniziativa Democratica, e dalla “gemella portoghese” di Syriza, il Bloco de Esquerda, rinato sulla leadership dell’europarlamentare Marisa Matias, aumenta il proprio consenso oltre ogni aspettativa.

Il day after vede uno sconvolgimento nel panorama politico portoghese: per la prima volta dal ritorno alla democrazia, socialisti, comunisti, post-comunisti ed ecologisti hanno i numeri per formare un governo di soli partiti di sinistra. Numeri ai quali si aggiunge un inizio di intesa programmatica tra le parti.

Sulla creazione di questo fronte delle sinistre ha pesato la fibrillazione dell’ala anti-austerità nel Partito Socialista Europeo, provocandone la spaccatura.

Determinante sulla divisione del centrosinistra nell’Ue è la battaglia portata avanti da Alexis Tsipras, la cui ultima mossa strategica è la “strana coppia” con François Hollande: il Primo Ministro francese ha trovato nel sostegno al leader di Syriza l’occasione per fermare la propria crisi di popolarità, in particolare sulla mancata ridiscussione delle politiche impartite da Bruxelles, dando maggior risalto a quei socialisti europei ad esse più contrari.
A questo fattore si aggiunge la vittoria di Corbyn nel Regno Unito, leader anticapitalista e repubblicano del Labour, che forma gran parte del gruppo socialista al Parlamento Europeo, grazie a una campagna elettorale di difesa e rilancio dello stato sociale e delle conquiste del mondo del lavoro.

Giovandosi del graduale successo, in Grecia come in Spagna, della piattaforma antiausterità alla quale è vicino, Antonio Costa conquista la leadership del PS, forte della sua popolarità come ex-sindaco della capitale Lisbona. In suo favore ha inoltre giocato lo scandalo che ha travolto José Sócrates, a capo dell’ala più favorevole all’alleanza col centrodestra.

Il Portogallo può essere vicino a una svolta storica. Costa può contribuire con Syriza, con Podemos e con Corbyn a porre nuovamente le questioni della democrazia e della difesa dei popoli al centro della questione europea.

Tuttavia, il “pericolo” di una messa in discussione delle politiche lacrime e sangue spinge l’Eurogruppo a ricordare ai lusitani l’urgenza di una legge finanziaria, prevista durante le consultazioni tra PS e sinistra radicale.
Queste pressioni forniscono l’alibi al Presidente della Repubblica Aníbal Cavaco Silva di dare un nuovo incarico di governo, stavolta in posizione di minoranza, al suo collega di partito e Presidente del Consiglio uscente Pedro Passos Coelho. Con questa scelta, come riporta Alfonso Gianni, Cavaco Silva rischia di gettare irresponsabilmente il paese in una pericolosa situazione di stallo; e come nelle critiche di comunisti e radicali, tale scelta è vicina all’abuso di potere, pur stabilendo la Costituzione portoghese che al capo dello Stato venga affidato il compito dell’individuazione dell’esecutivo e del suo Primo Ministro.

Che il Portogallo rischi di tornare indietro nel tempo, in una dittatura però dettata da organismi sovranazionali e gestita con la repressione del ricatto del debito?

Sono questi giorni decisivi, con l’entrata della repubblica lusitana nel semestre bianco, in cui un ruolo fondamentale può essere svolto dal PS, con la probabile mozione di sfiducia presentata da tutta la sinistra, primo test del suo futuro governo, ma con la destra del partito galvanizzata dall’ipotesi di larghe intese, rafforzata dalla disponibilità del PSD e auspicata dal Presidente della Repubblica.

Eduardo Danzet

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