Spianata delle moschee, l’Unesco bacchetta Israele

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epa04982730 Israeli police checking a woman at the entrance of the Temple Mount in the old city of Jerusalem, 18 October 2015. Israel has increased its security in Jerusalem, 300 soldiers of the elite forces have been deployed to the city in order to reinforce the Israeli Police in their mission to safe-guard public transportation and main routes of the city. EPA/ATEF SAFADI

L’Unesco, organizzazione al vertice dell’Onu, ha approvato una risoluzione che condanna Israele per la gestione della Spianata delle moschee di Gerusalemme. Il testo, che al momento non è ancora stato fornito alla stampa integralmente, è stato approvato con 26 voti favorevoli a fronte di 25 astenuti e 6 contrari: Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi, Repubblica Ceca ed Estonia.

Nel documento dell’agenzia delle Nazioni Unite si legge: “Condanniamo le aggressioni israeliane e le misure illegali contro la libertà di culto e di accesso dei musulmani al loro luogo sacro, la Moschea di Al Aqsa”. La causa di parte delle violenze dei Palestinesi a danno degli Israeliani sarebbe scaturita proprio da queste restrizioni anche se questi ultimi hanno sempre smentito.

Israele, dal canto suo, ha da subito respinto le accuse dell’Onu definendole ”vergognose e inaccettabili”. Il ministro degli Esteri israeliano ha affermato: “Invece che puntare a ridurre le tensioni gli autori della risoluzione stanno lavorando per alimentare le fiamme nella regione, facendo ricorso ad una retorica religiosa irresponsabile e distorcendo la Storia. I profondi legami ebraici ai luoghi santi di Gerusalemme e delle sue vicinanze sono innegabili e nessuna decisione dell’Unesco potrà alterarli”.

Il paragrafo del testo che più di tutti ha suscitato l’ira degli Israeliani è quello che definiva il Muro del Pianto, luogo di preghiera della comunità ebraica, come parte integrante della Moschea di al Aqsa, sito di culto islamico  riservato ai musulmani.

Il passaggio, proposto da un gruppo di paesi musulmani, ha ricevuto molte critiche, non solo dal Governo di Gerusalemme , ma anche da parte di alcuni membri dell’Unesco e, pertanto, è stato eliminato con una modifica all’ultimo momento. La direttrice generale dell’organizzazione internazionale, Irina Bokova, aveva chiesto di deplorare la presenza di una simile dichiarazione in modo tale da non infiammare ulteriormente le tensioni sul campo e non mancare di rispetto alla sacralità dei luoghi santi”. 

Nonostante il testo dell’Unesco, le violenze dei Palestinesi a danno degli Israeliani non sembrano placarsi. Due terroristi sono stati fermati: uno è stato neutralizzato e l’altro preso in custodia dall’esercito. Basterà la risoluzione o le Nazioni Unite dovranno intraprendere nuove soluzioni?

Vincenzo Nicoletti

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