Salerno – Carcere d’élite, a Fuorni solo i ”ricchi” possono mangiare

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Continuano ad essere presenti forti problematiche all’interno del carcere di Salerno, ubicato nella zona periferica di Fuorni.

A distanza di un anno dalla visita ispettiva effettuata da Antigone Campania con la consigliera regionale del PD Anna Petrone, in cui erano emersi particolari disagi vissuti dai detenuti all’interno della casa circondariale, non sembrerebbero esserci stati miglioramenti dal punto di vista organizzativo. ”Ho sbagliato e debbo pagare, ma non merito questo come persona”, queste le parole pronunciate lo scorso anno da uno dei tantissimi detenuti all’interno del carcere Salernitano, a cui si aggiungeva il feedback negativo del presidente di Antigone Campania: ”Vorrei che al Consiglio d’Europa, che ancora vigila sul nostro Paese per la vicenda Torreggiani, arrivassero testimonianze del genere”.

Ora come allora il sovraffollamento, la scarsa igiene e la scarsa cura dei detenuti fanno da padroni e, anzi, sembrerebbero essersi aggiunti ulteriori tasselli a far calare a picco la reputazione del penitenziario.

Dall’ultimo sopralluogo effettuato il giorno 3 Novembre dalla delegazione radicale guidata dal segretario Donato Salzano che comprendeva la presenza del consigliere regionale Pd, Franco Picarone e del medico legale, Carmine Cuomo, sono emersi dettagli agghiaccianti. I carcerati che non hanno possibilità economiche per pagare lo spesino, rischiano di vedere il proprio pasto solamente una volta al giorno. Tutto ciò a causa della scarsità di cibo abbinata all’eccessivo numero di individui che affollano le celle. Questo insieme di circostanze rende finanche un carcere un luogo d’élite, dove solo i più facoltosi possono condurre uno stile di vita dignitoso. ”È quanto ci hanno riferito i detenuti durante la nostra ispezione di martedì scorso – ha affermato Salzano – Ci hanno riferito che la somministrazione del vitto avviene alternativamente e una sola volta al giorno”.

Intanto in materia carceraria è ancora polemica sulla legge Fini-Giovanardi e sul calcolo della pena. La lentezza di tale processo da come risultato, stando a quanto affermato dallo stesso Salzano ”una sezione che resta in sovraffollamento”.

Vincenzo Marotta

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