Mafia Capitale, al via il processo: 46 gli imputati

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Carabinieri patrol near the Colosseum on February 19, 2015 in Rome. Security at the Vatican and across Italy has been stepped up because of a perceived heightened risk of attacks by Islamist militants, officials said yesterday. A day after the Italian cabinet approved new security measures because of fears of a terrorist spillover from the chaos engulfing Libya, the head of the Vatican's Swiss Guard confirmed additional precautions had been taken to ensure the safety of Pope Francis. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il 2 dicembre 2014 a Roma vengono arrestati Massimo Carminati, ex terrorista dei Nar e presunto membro della Banda della Magliana, Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa 29 giugno e trentacinque complici con l’accusa di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati.

I due, a detta della procura di Roma, avrebbero messo in piedi un sistema corruttivo per l’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici con particolare interesse alla gestione dei rifiuti, manutenzione degli spazi verdi, centri d’accoglienza per richiedenti asilo e campi rom. L’associazione di Buzzi e Carminati è stata ribattezzata “Mafia Capitale” poiché puramente romana e priva di alcun legame con le organizzazioni meridionali.

Centinaia gli indagati tra cui spiccano importanti personalità politiche tra cui l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex capo della segreteria del sindaco Antonio Lucarelli, l’assessore alla casa del Partito Democratico Daniele Ozzimo, il consigliere regionale del Partito Democratico Eugenio Patanè e quello di Forza Italia Luca Gramazio e il Presidente del consiglio comunale di Roma Mirko Coratti.

Successivamente, nella seconda fase delle indagini svoltasi a giugno, sono stati indagati anche Luca Odevaine, vicecapo di gabinetto della giunta di Walter Veltroni, reo di aver ricevuto tangenti per l’assegnazione dell’appalto sulla gestione del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo e il Sottosegretario all’Agricoltura del Nuovo Centrodestra Giuseppe Castiglione sotto inchiesta da parte della procura di Catania per turbativa d’asta in relazione all’appalto per la gestione del centro Cara di Mineo.

Il 3 novembre Emilio Gammuto, collaboratore di Buzzi, e Emanuela Salvatori, funzionaria di Roma, sono stati condannati per corruzione; Raffaele Bracci e Fabio Gaudenzi, invece, per usura. Si tratta delle prime condanne, in attesa delle prossime.

Il 5 novembre nel carcere di Rebibbia si è tenuto il processo legato all’inchiesta Mondo di Mezzo sull’organizzazione Mafia Capitale e i legami tra criminalità organizzata, politica e istituzioni a Roma.

I principali coinvolti Carminati, Buzzi e il suo braccio destro Brugia non erano presenti in aula in quanto incarcerati. Il comune di Roma, con un documento firmato dal neo commissario della capitale Paolo Tronca, chiederà di costituirsi parte civile. Quarantasei in tutto gli imputati, molti dei quali detenuti, centinaia i testimoni, migliaia le intercettazioni e tre-quattro udienze a settimana calendarizzate fino al prossimo luglio, al termine delle quali, con molta probabilità, avrà termine l’operazione Mondo di Mezzo.

Vincenzo Nicoletti

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