Parigi, noi giornalisti dobbiamo seguire un codice deontologico, stop alla violenza

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Parigi

Quello che sta succedendo nei media italiani ci fa inorridire. Noi di Libero Pensiero pensiamo che l’utilizzo strumentale delle notizie con titoli forti ed estremi contro chiunque prova a ragionare per evitare che si diffondano ulteriormente paura e razzismo sia da condannare. Il modo in cui qualcuno sta utilizzando il proprio ruolo professionale ci impone una riflessione complessiva sul modo in cui si fa giornalismo in questo Paese. Non possiamo dimenticare il nostro importante impegno deontologico per evitare di pubblicare notizie fuorvianti oppure che prestano il fianco a opinioni razziste non coerenti con la pace, la solidarietà e la voglia di combattere con intelligenza il terrore dell’ISIS. Certamente non spetta a noi risolvere il problema, ma a noi spetta il ruolo fondamentale di scrivere e informare con la massima moderazione possibile e senza allarmismi, oggi, dopo la strage di Parigi.

Dobbiamo decidere una cosa fondamentale: qual è il limite della libertà di pensiero quando le affermazioni sono così spinte e violente. Il pericolo è colpevolizzare l’Islam nella sua interezza e questo, ovviamente, è un concetto fuorviante che limita il problema ad una guerra di religione o di civiltà. Ma sappiamo che non è così, perché qui non si tratta di cristiani contro islamici, non è questo il tema.

Come giornalisti italiani dobbiamo cercare di capire quale sia il limite del nostro ruolo, dove possiamo andare e cosa possiamo scrivere per evitare di andare oltre. Noi abbiamo una responsabilità enorme in un momento così complicato come questo. Il nostro dovere è quello di informare il più possibile, scrivere opinioni, editoriali, scrivere delle reazioni politiche ed istituzionali, ma al contempo dobbiamo evitare di diffondere agitazione, odio e maggiore paura. Non c’è alcun nemico islamico. Non possiamo dare una mano ai terroristi e agli estremisti religiosi nella loro battaglia contro l’occidente con titoli fuorvianti e molto violenti. Chiarito questo, possiamo tutti svolgere il nostro compito.

In più, come condanna una giornalista del Tg2 su Twitter, i titoli contro la religione islamica sono utilizzati dall’ISIS per la propaganda anti-occidentale. Gli estremisti vogliono questo: che l’Occidente unifichi tutto nel calderone del problema della religione e dello scontro tra civiltà per affermare che i Paesi europei sono contro chiunque sia musulmano, anche quelli che alcuni media definiscono “islamici moderati”. Il punto è difendere la libertà di culto, per chiunque, ma condannare i criminali. L’ISIS, secondo noi, sono criminali che poco hanno a che fare con la religione.

Il nostro è un ruolo di profonda responsabilità etica, noi ci opponiamo a queste logiche malate. Denunciamo questo modo di fare, che secondo noi non è giornalismo.

Abbiamo un codice etico e deontologico: rispettiamolo, per favore.

Luca Mullanu, Vicedirettore Libero Pensiero News

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.

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