G20, parte la lotta al terrorismo

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Dopo i recenti fatti di Parigi il programma del G20 è stato totalmente stravolto.

Assente il Presidente francesce, Francois Hollande, sostituito dal ministro degli Esteri Laurent Fabius, in quanto impegnato a gestire la situazione e a calmare le acque all’indomani degli attentanti. Gli altri leader seduti al tavolo ad Antalya (Turchia), dopo un dovuto minuto di silenzio, hanno discusso di misure per la lotta al terrorismo e per intensificare i raid arei in Siria e nei territori in cui l’ISIS opera maggiormente e stanno lavorando a un apposito documento che verrà terminato oggi.

Il padrone di casa Recep Tayyip Erdogan ha affermato che il G20 invierà un messaggio forte e duro alla lotta al terrorismo”, mentre Barack Obama ha assicurato che “i responsabili saranno braccati e assicurati alla giustizia perché l’attacco sferrato contro Parigi è un attacco a tutto l’Occidente”. E’ necessario aumentare le pressioni sull’ISIS e raddoppiare gli sforzi per una transizione politica in Siria.

Tra i momenti clou della giornata di ieri, oltre alla redazione del documento anti-terrorismo, ci sono stati i colloqui di Obama con Erdogan e con il Presidente russo Putin. In quest’ultima conversazione, durata circa 35 minuti, la parte americana e quella russa hanno discusso del conflitto in Siria e di come risolverlo concordando ”sulla necessità di una transizione politica a guida e iniziativa siriana, che sarà ottenuta con un negoziato mediato dall’Onu tra l’opposizione e il regime, oltre che con un cessate il fuoco”.

Durante la conferenza stampa il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha sottolineato il fatto che alcuni tra i paesi presenti al G20, Russia e Italia in primis, finanziano indirettamente l’ISIS fornendo loro le armi. Ecco le sue parole a riguardo: “Non c’è formula migliore di questo vertice per affrontare anche il problema del finanziamento al terrore che arriva da molti paesi e solo cooperando, con lo scambio di informazioni sulle transizioni sospette potremo essere più efficaci.”

Viste le decisioni di molti stati europei di chiudere le frontiere, ilPpresidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker si è espresso, invece, sulla questione migranti: ”Non vanno mischiate le categorie delle persone: i responsabili degli attacchi di Parigi non possono essere confusi con i rifugiati in cerca di salvezza: non mi piacciono queste reazioni. La decisione della Francia di sospendere Schengen, ristabilendo i controlli alle frontiere, tuttavia, è prevista dal Trattato stesso in casi eccezionali come in questa emergenza.”

Non sono mancate le proteste. Ieri un militante dell’ISIS si è fatto saltare in aria durante un raid della polizia nel sud-est della Turchia vicino al confine con la Siria ferendo 5 agenti e alcuni attivisti locali hanno tentato di fare irruzione nella sede del G20, a Belek. Questi ultimi sono stati, però, fortunatamente fermati dalle forze dell’ordine.

Vincenzo Nicoletti

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