Libertà di espressione? Rinviato NAPOLISLAM

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NAPOLISLAM, il documentario di Ernesto Pagano, non sarà più proiettato io prossimo 25 novembre a causa dei tragici eventi degli ultimi giorni.

Programmato in ben quindici sale dell’UCI Cinema, NAPOLISLAM sarà proiettato nel febbraio 2016. Difatti, la catena di multisale cinematografiche, attraverso un comunicato ufficiale, ha annunciato:

“Le proiezioni del film NAPOLISLAM, di Ernesto Pagano, in un primo momento annunciata proprio per il 25 novembre, è rimandata alla riapertura della rassegna a febbraio 2016. In queste giornate di forte tensione e shock a seguito dei tragici eventi di Parigi, visti i temi delicati e complessi trattati, pur con grande sensibili, dal film, si è preferito rimandare la proiezione a un momento più sereno”.

Ernesto Pagano, attraverso Facebook, ha così commentato il comunicato:

“La decisione di UCI Cinema francamente, mi lascia interdetto. Se non ora, quando“.

Probabilmente l’UCI Cinema ha il timore che questo docufilm possa essere frainteso. Ma, in realtà, NAPOLISLAM non è altro che un simbolo di pace nel periodo dell’islamofobia, che proprio in questi giorni si fa sentire forte e chiara.

napolislamIl regista, attraverso il docufilm, voleva semplicemente portare alla luce l’apertura ed il confronto del popolo partenopeo verso le altre culture e religioni (ad esempio, ogni anno Piazza Mercato ospita la messa di fine Ramadan). Il suo scopo era quello di documentare la conversione di alcuni cittadini nei minimi dettagli. Il regista, infatti, a giugno spiegò:

“Il primo metro con cui ho scelto le persone da raccontare è che fossero delle conversioni autentiche, visto che molte sono indotte dai matrimoni misti. Ero interessato all’autenticità del loro desiderio di essere musulmani. Ho iniziato a notare come ci fossero dei convertiti nei quartieri popolari di Napoli”.

Purtroppo, nonostante il reale significato del docufilm, la proiezione è stata rinviata. Ma sarà possibile prima o poi vedere NAPOLISLAM nelle sale cinematografiche? Piuttosto che combattere l’islamofobia si è preferito annullare la visione di un docufilm, togliendo di conseguenza la possibilità di espressione a livello artistico sull’argomento. Tutto ciò sottolinea il terrore che si sta diffondendo a macchia d’olio negli ultimi giorni, a causa anche dei media. La risposta a questi tragici eventi dovrebbe essere il continuare a vivere la propria quotidianità senza timore.

Ci stiamo forse avviando verso la censura di determinati argomenti rendendoli veri e propri taboo? Non ci resta che incrociare le dita e sperare che la storia non si ripeta.

Ilaria Cozzolino

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