Napoli, quartieri in guerra da 30 anni!

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Napoli

Napoli – Si terrà martedì 24 novembre la fiaccolata intitolata “Luci di speranza”, in memoria di Luigi Galletta, una delle vittime della camorra. Luigi è stato ucciso perché aveva avuto il coraggio di dire “No!” alla camorra: non ha accettato di servirsi delle sue competenze da meccanico per truccare i motorini.

La fiaccolata si pone come momento di riflessione preparatorio alla grande mobilitazione cittadina che parrocchie, associazioni, scuole e comitati stanno organizzando a Napoli per il prossimo 5 dicembre.

All’iniziativa di martedì 24 novembre è prevista la partecipazione del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dell’Assessore ai Giovani, Alessandra Clemente, e del Presidente della Municipalità 4, Armando Coppola, ma anche di scuole, parrocchie, associazioni e comitati di tutto il territorio cittadino.

Ci sono quartieri di Napoli in cui vivere fa paura, più paura dell’Isis e questo è inaccettabile“.

Ecco quanto afferma l’assessore ai Giovani in una delle sue dichiarazioni. Ma il quesito sorge spontaneo, basterà una fiaccolata a far uscire dalla paura gli abitanti di Napoli e provincia? La gente è terrorizzata, ha paura di uscire di casa, perché  questi criminali non hanno scrupoli, non si fermano davanti al rischio di colpire un innocente, anche solo per sbaglio.

Questo infatti è quello che è successo lo scorso 16 novembre quando, durante l’omicidio del capoclan del Rione Sanità, Pietro Esposito, avvenuto nella piazza principale del quartiere, è stato ferito anche il giovane Giovanni Catena, un ragazzo incensurato di appena 29 anni.

Un altro orrore simile è avvenuto mercoledì 18 novembre in un altro quartiere della periferia di Napoli, Miano. Ancora una volta un omicidio, stavolta più simile ad un’esecuzione, ai danni del cinquantottenne Vincenzo Allocco.

Quella combattuta nei quartieri di Napoli e provincia è una guerra che va avanti da più di trent’anni; una guerra basata sul terrore, sull’omertà, sui favoritismi, sulle infiltrazioni camorristiche negli organi statali e soprattutto sul silenzio. Il terrorismo camorristico è quello che più schiaccia Napoli, da cui le persone sono più spaventate anche oggi, perché è quello con cui sono costrette a fare i conti tutti i giorni nei luoghi in cui tutti i giorni vivono.

Allora chissà se basteranno cento o anche mille fiaccolate per togliere la paura dagli occhi di quelle persone che ormai si trovano a dover convivere ogni giorno con questa realtà malata.

Daniela Violante

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