L’attuale convenzione Schengen prevede principalmente l’abolizione del controllo del passaporto, l’abolizione del controllo di immigrazione entro i confini dei paesi aderenti agli accordi e muove principalmente verso la collaborazione e il coordinamento delle forze dell’ordine degli Stati.

I paesi in questione sono gli Stati membri dell’UE tranne Regno Unito e Irlanda, Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. Accanto a questi, quattro paesi (Cipro, Croazia, Romania e Bulgaria) hanno sottoscritto il trattato seppur questo non sia ancora entrato in vigore poiché mancano alcuni accorgimenti tecnici per renderlo effettivo.

L’”area Schengen” è, di conseguenza, un’area dove vige la libera circolazione delle persone. Tuttavia, alla luce degli attentati del 13 novembre 2015, la Francia ha richiesto di apportare modifiche agli accordi, ulteriore dimostrazione che la paura porta inevitabilmente ad una riduzione delle libertà dell’individuo. I ministri dell’UE hanno accolto la richiesta francese permettendo i controlli anche sui cittadini dei Paesi membri,alla luce degli avvertimenti dell’Europol (agenzia dell’UE che opera per la lotta al crimine), secondo cui “è ragionevole supporre che siano probabili altri attacchi”.

Al fine di mostrarsi capace di rispondere alla minaccia, l’Europa pone l’acceleratore sulle riforme che riguardano gli accordi Schengen: la commissione europea presenterà la revisione dell’accordo entro la fine dell’anno, in modo da rendere sistematici i controlli anche per i cittadini dell’UE. L’obiettivo che si vuole raggiungere entro marzo 2016 è avere sistemi di controllo collegati in tempo reale a Europol e a tutti i posti di frontiera dove avverranno le verifiche elettroniche dei documenti, in modo tale da ottenere dati disponibili per tutte le polizie dell’UE.

Accanto ai controlli sistematici e ai maggiori controlli alle frontiere esterne, la proposta prevede la creazione di un registro europeo dei nomi dei passeggeri (PNR, Passenger name record) per “un periodo di tempo sufficientemente lungo”, attualmente ancora in discussione poiché socialisti, liberali e verdi voglio avere la certezza sul diritto a tutela dei dati personali. Questo registro prevede che vengano registrati i dati personali dei passeggeri che s’imbarcano su un volo aereo, dati che saranno a disposizione sia delle compagnie telefoniche sia delle forze dell’ordine dei diversi paesi.

Un’altra proposta meno “invadente” nella vita del singolo cittadino viene dal Commissario degli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos, secondo cui sarebbe ottimale la creazione di un’agenzia europea dell’intelligence che permetta un coordinamento più efficace del lavoro dei servizi segreti. Tuttavia, questa proposta vede riluttanti alcuni Paesi tra i quali la stessa Francia, poiché malvedono l’idea di condividere informazioni riservate con altri paesi.

Per il momento, l’unica misura straordinaria prevista riguarda i controlli più approfonditi per i cittadini europei che muovono nei confini dell’Unione; questi controlli saranno condivisi dalle polizie europee grazie a un archivio comune dei dati dei viaggiatori. Non è la prima volta che gli accordi di Schengen vedono una sospensione, peraltro prevista dagli accordi stessi: l’esempio più recente risale a giugno 2015, quando la Germania ha sospeso il trattato in vita del G7.

Le nuove misure che verranno adottate, in conclusione, saranno un ulteriore sacrificio che la libertà del singolo si vede costretta a fare al fine di aumentare la sicurezza.

C’è da chiedersi, infine, se, sul lungo periodo, queste riforme non ci renderanno una società non dissimile a quella descritta nel celeberrimo romanzo di G. Orwell, 1984, dove ogni cittadino è controllato dal Grande Fratello.

 

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Morena Grasso