Dalle mani del demanio a quelle del comune

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Napoli – Nella seduta di giovedì 19 novembre, il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato, tra le altre, alcune delibere inerenti l’acquisizione di beni immobili precedentemente appartenti al demanio dello Stato, in conformità con le normative sul cosiddetto “Federalismo Demaniale”.

In particolare, sono state approvate dal Consiglio le proposte, contenute in alcune delibere della Giunta Comunale, di acquisire, a titolo gratuito e sulla scorta di specifici Piani di Valorizzazione già regolarmente approvati dagli enti (centrali e locali) competenti, alcuni immobili ritenuti, per diversi motivi, di importanza rilevante per il Comune e la cittadinanza.

Diversi i beni di interesse primario coinvolti nelle acquisizioni, tra cui il Lido Pola, l’ex carcere minorile “Filangieri” e gli “ex ricoveri antiaerei facenti parte del complesso caveario del sottosuolo di Napoli”, tra cui il cosiddetto “Tunnel Borbonico”.

Tuttavia, il regime giuridico cui sono da ieri sottoposti gli immobili acquisiti non è identico per tutti, poiché diverse sono le fonti normative cui sono sottoposte le acquisizioni stesse.

demanioAlcuni immobili, tra cui il “Tunnel Borbonico”, sono stati assimilati al patrimonio disponibile del Comune: questo può consentire una “monetizzazione” più immediata del loro valore, perché il Comune, ente ora proprietario, ricaverebbe da un’eventuale vendita una quota fissa del 75% del valore ottenuto, mentre lo Stato sarebbe destinatario del restante 25%. Per quanto riguarda il destino degli immobili attualmente in corso di locazione, l’assessore al Patrimonio, Fucito, sottolinea che il Comune si comporterà soltanto come “un buon padrone di casa” e assicura che non si procederà ad espropri, pur tutelando gli interessi del Comune quando necessario.

demanioNel demanio comunale è stato invece inserito solo l’ex carcere Filangieri, in conformità con le disposizioni di una specifica normativa che disciplina il “Federalismo demaniale culturale”. In base alla qualificazione della struttura come attinente al patrimonio culturale dello Stato, l’unico tipo di acquisizione consentito al Comune dalla legge era proprio quella destinata al demanio comunale, sulla base di procedure che prevedono la previa stesura di uno specifico Accordo di Valorizzazione con l’Agenzia del Demanio ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Pertanto, sarà da valutare l’inquadramento della struttura nei piani di riqualificazione e promozione culturale del Comune.

A tale proposito, il sindaco De Magistriis ha ricordato l’impegno di Luca De Filippo per l’ex carcere minorile, legato a doppio filo alla figura del padre Eduardo; mentre l’assessore alle Politiche Urbane e Urbanistica, Piscopo, ha annunciato la creazione di laboratori artigianali e artistici nel complesso.

Al di là delle iniziative istituzionali, ad ogni modo, il Comune non potrà trascurare lo sforzo che, da alcuni mesi, le attiviste e gli attivisti della rete di collettivi ScaccoMatto stanno profondendo per dedicare, grazie a progetti autopromossi e autofinanziati, una parte dell’ex carcere minorile ad attività sociali di ampio respiro. Dato l’alto profilo delle iniziative intraprese, il collettivo Scacco Matto si propone come uno degli interlocutori privilegiati e necessari per la definizione del futuro del nuovo bene del demanio comunale.

Ludovico Maremonti

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