Primarie: ecco il “lodo Bassolino”

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Bassolino

Il Partito Democratico napoletano negli ultimi mesi, sicuramente in ritardo rispetto ai processi politici che hanno riguardato gli altri competitors, ha cercato di costruire una candidatura unica. Il famoso Maradona non è mai arrivato, difficile non immaginare il perché: scaricare tutta la propria inadeguatezza di classe dirigente sulle spalle di un candidato civico era una tattica troppo facile da non scoprire. I tentativi, comunque, ci sono stati, ovviamente non hanno portato da nessuna parte. Quello che era, ed è chiaro, riguarda il fatto di voler cercare di evitare il più possibile la discesa in campo dell’ex Sindaco e Presidente di Regione Antonio Bassolino.

Troppo pesante la sua storia da sopportare per la fragile dirigenza partenopea: nessuno avrebbe intenzione di passare mesi a dover discutere sulle responsabilità di Bassolino sull’emergenza rifiuti. E nessuno avrebbe intenzione di dover rispondere alle accuse dei movimenti e delle associazioni dei cittadini che hanno battagliato sulle discariche e gli inceneritori, contro il ventennio di gestione emergenziale del tema dei rifiuti. Un carico che pesa, questo. Quando Bassolino ha scritto su Facebook quello che in verità si pensava facesse di lì a poco, ha creato una sensazione di sconforto nella dirigenza del Partito Democratico.

Quello che pare chiaro, oltre alla sua autocandidatura, è che le primarie si faranno (il partito locale vuole farle il 7 febbraio, il PD nazionale a Marzo), ma anche che Bassolino non è il candidato ufficiale del partito. Una comunicazione, questa, arrivata poche ore dopo l’annuncio dell’ex Sindaco di Napoli, dove si chiarisce che ci saranno altri candidati e che, tra questi, ci sarà il renziano. Attualmente, i possibili papabili sono: Mario Casillo attuale consigliere regionale, Leonardo Impegno e Umberto Ranieri (quest’ultimo praticamente certo).

Nelle ultime ore, però, sul tavolo della segreteria nazionale del PD, che deve regolamentare le primarie e stilare un modus operandi unico, c’è quello che alcuni stanno chiamando “lodo Bassolino”. La proposta arriva direttamente da Debora Serracchiani, vice segretario del Partito Democratico: non si potrà candidare sindaco chi già lo è stato. La proposta della segreteria PD vale per Matteo Renzi, vale per Graziano Delrio, ma certamente vale soprattutto per Antonio Bassolino, 21 anni dopo la sua prima elezione a sindaco. “È solo un modo per dire che quando un’esperienza si è chiusa, si è chiusa per davvero. nulla di strano: Lui ha già dato”, afferma Serracchiani in un’intervista al Corriere della Sera.

Bassolino non ha digerito la proposta e ha dichiarato: “Leggo che si potrebbero fare delle nuove e singolari regole per vietare di candidarsi a chi è già stato sindaco. Francamente vedremo, sono voci. A me sembrerebbe sbagliato. Ho letto la Serracchiani, ho letto che non sono in cima ai suoi pensieri, va bene, nelle settimane prossime vedremo anche quello che pensa Renzi, lui con il suo nome e cognome. Io leggo rispettosamente la parole della Serracchiani, mi auguro che non si vada avanti sulla strada di regole sbagliate e penso che bisogna essere molto attenti a non muoversi in modo irrispettoso verso la città, perché Napoli viene prima di tutto, e verso il PD locale”. E’ solo l’inizio di una lunga battaglia tra l’ex sindaco e la nuova dirigenza del PD.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.

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