Insieme è Possibile

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Insieme è Possibile
Insieme è Possibile

Nasce a Bagnoli il nuovo soggetto di Pippo Civati

Soffia il vento a Bagnoli, soffia come non mai un vento forte, incessante. È il 21 Novembre e all’Arenile sulla spiaggia si terranno gli Stati Generali di Possibile, sarà il battesimo della nuova formazione politica di Civati e di tanti, tantissimi come lui stanchi di una politica obsoleta, lenta, lontana dai cittadini, una politica mestierante. Soffia il vento forte, fortissimo, sembra volere spazzare via tutte le brutture di questi anni, la storpiatura di una politica che dal servizio dei cittadini si è trasformata al servizio di pochi, soffia fortissimo il vento sul mare ma non fa paura, sono le otto del mattino e i ragazzi, i compagni stanno sistemando le ultime cose per l’arrivo dei delegati, alle 9.30 si darà inizio al Congresso di Possibile, ma non c’è tempo per gli ultimi allestimenti.

I delegati, gli iscritti, la gente comune arriva di già, arriva impaziente come spinta da quel vento forte: ci si vuole registrare, si vuole iniziare, li vedi da ogni parte d’Italia con i volti rilassati, sorridenti. Ci si saluta, ci si conosce, ci si presenta. Da tutta Italia, dal profondo sud al profondo nord, arrivano e gli si legge negli occhi la speranza, la passione, la voglia di fare, la necessità di una nuova via, un nuovo modo per credere ancora, per tornare a crederci che un mondo migliore è fattibile, e sanno che da lì a poco tutto questo sarà Possibile.

Mille iscritti, 400 delegati danno inizio agli Stati Generali: ad aprire è il delegato di Parigi, cui segue un minuto di raccoglimento per le vittime del terrorismo. Intervengono in tanti, il comitato organizzativo e quello scientifico: Cosseddu, Castangia, Corvo ma sono soprattutto i delegati i veri protagonisti con i loro interventi ed il loro voto. Si approva la parte iniziale dello Statuto, il regolamento congressuale, emendamenti, delibere. Tanti contenuti, tanti temi, tante idee ed il congresso è appena solo iniziato, terminerà a Febbraio.

CivatiTantissimi, soprattutto, i giovani accorsi da ogni luogo: sembra una festa a Bagnoli, uno dei luoghi simbolo, non solo di Napoli ma dell’intero sud, ed è proprio da qui che si è scelti di partire per riaccendere i riflettori su temi dimenticati o strumentalizzati. Il sud, le periferie, la gente comune, il lavoro, la libertà, la lotta alla povertà ed alle diversità: le battaglie di sempre, quelle a cui non si rinuncia, dirà Civati da lì a poco. Intanto fuori il vento soffia, metà giorno è andato e l’assemblea chiede all’On. Civati una sintesi politica. Pippo sale sul palco ed è uno scrosciare di applausi, ma lui parte subito fermando gli applausi e sottolineando che non ci sono fan né retropensieri né disegni prestabiliti, ma solo una condivisione, una discussione vera.

Parla di Bagnoli Pippo: “Bagnoli non è una cosa passata come mi diceva prima un giornalista, è una cosa antica, sono le battaglia di sempre alle quali noi non rinunceremo mai, siamo in un paese in cui si sta scambiando il futuro con il passato, viene propagandata per futuro ma quella cosa è il passato”.

Cita Giordano Bruno e parla di liberazione, di liberarci dal bisogno ma con strumenti moderni: “Vogliamo liberarci dai numeri freddi dalle statistiche che si fanno ogni giorno, vogliamo seguire le trasformazioni del lavoro ma abbiamo presentato due referendum sui licenziamenti illegittimi ed il demansionamento per cancellarli da come sono stati concepiti, travisati in questi ultimi mesi… Penso al reddito minimo che serve a dare dignità a chi il lavoro lo ha perso e lo sta cercando…”

Parla delle persone vere Civati, e parla del diritto alla casa, si accende nel discorso, alza la voce per una volta, emozionato dinanzi a quella platea: “A me di vincere per poi fare le politiche che ho sempre avversato tutta la vita non interessa niente!”. Il pubblico applaude, Civati va avanti parlando di Possibile, di questo nuovo progetto che vuole contraddire i soliti noti che comodamente rispondono che si è sempre fatto così. Liberarsi dalle armi in modo chiaro, non vendere armi ai terroristi, stroncare il terrorismo con politiche estere di cui non parla più nessuno, con la cultura, con la cooperazione internazionale, liberarsi dalle fonti fossili ricorrendo al rinnovabile per liberarci dal bisogno.

“Siamo credibili se ci crediamo: giornate come queste sono il sale della democrazia, il sale della politica – va avanti Civati – stiamo mettendo a disposizione un modello, siamo convinti della liberazione perché siamo liberi non abbiamo finanziatori occulti, non abbiamo capicorrente, non dipendiamo da nessuno, non stiamo costruendo uno strumento per prendere il potere, ma per condividerlo”.

La sala applaude, sventola qualche bandiera di Possibile per la prima volta,  l’Arenile è una comunità in movimento, voto dopo voto il Partito prende forma e si riaccende una passione, una speranza.

E mentre fuori ancora soffia un  vento impetuoso, incessante da Napoli il messaggio è chiaro: non si ferma il vento con le mani, tutto è Possibile.

R. G.

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