La Turchia abbatte caccia russo, vertici Nato e Onu imminenti

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Questa mattina un caccia Su-24 russo è stato abbattuto dalla Turchia, per essere sconfinato sul proprio territorio durante un raid anti-Is.

Questa almeno è la motivazione segnalata da fonti militari di Ankara, che giustificano così l’allarmante episodio che rischia di avere conseguenze ancor più gravi dell’attentato jihadista del 13 novembre a Parigi.
I due piloti russi si sarebbero salvati paracadutandosi all’esterno dell’abitacolo, ma uno dei due potrebbe essere stato catturato dai ribelli siriani turkmeni.
Va detto, inoltre, che il jet si sarebbe schiantato nella zona di un villaggio turkmeno, dove sono in corso da giorni raid aerei russi e siriani contro i ribelli siriani ancor prima che contro l’Is.  La zona dell’impatto avvalorerebbe comunque la tesi del ministero degli interni russo, secondo il quale il jet non avrebbe sorvolato la Turchia, delegittimando così l’abbattimento. Mentre da Ankara fanno sapere di aver agito secondo le regole d’ingaggio.

Di certo da tempo Ankara avvertiva la Russia di non sconfinare in Turchia durante i suoi raid, ed oggi gli avvertimenti si sono tramutati in fatti. Anche la motivazione espressa da fonti turche circa la convocazione di un imminente vertice Nato e Onu, lasciano intendere quanto Erdogan sia convinto di essere dalla parte del giusto: la riunione sarebbe stata invocata per prendere provvedimenti contro le provocazioni del Cremlino.
Domani intanto dovrebbe avere luogo a Istanbul un importante incontro tra il ministro degli esteri russo Lavrov ed Erdogan, un incontro che si spera possa scongiurare il pericolo guerra con una soluzione diplomatica.
Tutto potrebbe precipitare però qualora la Nato non prendesse con decisione le distanze dall’episodio, condannando la Turchia. In quel caso prenderebbe forma un inquietante scontro Nato-Russia.

Infine, Easy Jet ha cancellato tutti i voli per Sharm el Sheikh fino al 6 gennaio. La compagnia aerea lascia così intendere di reputare lontano un chiarimento rapido e diplomatico sull’accaduto.

Valerio Santori
(twitter: @santo_santori)

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