[…] l’emancipazione della donna deve consistere nella conquista della sua libertà totale, della sua libertà interiore, poiché non si tratta tanto di costrizioni fisiche imposte alle donne perché rinuncino a determinate attività: è anche il peso di una tradizione anteriore.” [E. Guevara]

La libertà interiore di cui parlava Ernesto è quella che siamo ben lontane dal raggiungere.
La libertà di sentirsi soddisfatte di se stesse, di non doversi preoccupare di piacere al mondo. La libertà di amare chi si vuole, nel modo in cui si vuole. La libertà di sentirsi amate, non compiaciute, coccolate e viziate. La libertà di sentirsi rispettate, non protette perché deboli. La libertà di scegliere il proprio ruolo nella società; di non dover distinguere tra l’essere madre e l’essere donna. La libertà di essere padrone e complici del proprio corpo, di usarlo come meglio si crede. La libertà di non essere giudicate, catalogate, quotate.

Nel giorno in cui si prova a ricordare che milioni e milioni di donne sono ogni giorno fisicamente vittime del sessismo e della smania di potere e di controllo, il mio pensiero va a tutte le donne del mondo. Alle spose bambine, alle donne lapidate, martoriate. A quelle che non hanno il diritto di leggere e di pensare; a quelle costrette a chiedere il permesso anche per il rinnovo del passaporto, alle schiave. Alle donne mutilate, umiliate, distrutte nel corpo e nell’anima. A quelle costrette ad abortire in una stanza sporca e in condizioni igieniche inesistenti. A tutte le donne vittime di stupro, a quelle vittime di stalking. Alle donne oppresse dai propri uomini, mortificate ogni giorno dalla smania di superiorità di esseri infimi.
Ma anche a quelle vittime di se stesse, della società d’immagine, assuefatte ad un mondo che le vuole belle e silenti. Alle donne che confondono il femminismo con la stereotipizzazione; a tutte quelle che si accontentano delle quote rosa; a quelle che giudicano altre donne dall’alto della loro presunta moralità; a quelle che giustificano, rendendosi complici della violenza. Alle donne che si credono libere, ma sono incatenate a quei pregiudizi contro cui le nostre madri, le nostre nonne e le nostre coetanee oggi nel mondo si sono battute e si battono ogni giorno, per tutte.

E agli uomini, a tutti quelli che, come Ernesto, lottano ogni giorno insieme a noi per la libertà.

Maria Monticelli – FGCI Napoli