Game of Thrones e il marketing della speculazione

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Game of Thrones
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Jon Snow è vivo o morto? È questa la domanda che da mesi si stanno ponendo gli appassionati di Game of Thrones, la serie fantasy creata da Dan Weiss e David Benioff e tratta dalla serie di romanzi Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, scritta da George R.R. Martin. La quinta stagione si era conclusa con un cliffhanger degno di questo nome: abbiamo visto Jon Snow, personaggio di punta della serie, trafitto più e più volte dai suoi sottoposti, giacere nella neve che a poco a poco si colorava del suo sangue. Una scena molto forte, probabilmente una delle migliori della stagione, perfettamente in linea con l’atmosfera “nessuno è al sicuro” che ha sempre caratterizzato lo show.

Quindi Jon è morto? Sembrerebbe di sì. Ma dare una risposta è più difficile di quanto possa sembrare. Infatti, ci sono varie teorie secondo cui Jon potrebbe sopravvivere o addirittura essere resuscitato. Dopotutto, Game of Thrones è pur sempre una serie fantasy e, tanto nei libri quanto nella serie tv, alcuni personaggi sono effettivamente sopravvissuti a morte certa. Inoltre, a dividere ulteriormente il pubblico, resta il fatto che l’arco narrativo avente come protagonista Jon Snow nell’ultimo romanzo scritto da Martin, La Danza dei Draghi, è terminato proprio con la medesima scena che abbiamo visto nella serie tv. In pratica, non c’è una voce di verità: tutti potrebbero avere ragione allo stesso modo. Potrebbe restare morto, come hanno più volte detto gli autori, o potrebbe sopravvivere miracolosamente, come è già accaduto ad altri personaggi.

Su queste speculazioni la HBO ha visto lontano e recentemente ha postato sulla pagina ufficiale della serie il poster che annuncia l’arrivo della sesta stagione di Game of Thrones ad aprile. Il poster, come ormai mezzo mondo ha potuto vedere, ritrae proprio Jon Snow ricoperto di sangue. Vivo o morto? Questo non è chiaro. Ma una cosa è chiarissima: questa immagine ha letteralmente invaso il web.

Jon Snow nel nuovo poster di Game of Thrones

E così tutti i fan speculano, ipotizzano e, contemporaneamente, regalano una marea di pubblicità gratuita alla serie. L’immagine è stata condivisa ormai centinaia di migliaia di volte, e solo a guardare le condivisioni del post ufficiale sulla pagina Facebook. Una mossa furba, che rapidamente si diffonde sui social network: regalare secondi di trailer, immagini equivoche, e lasciare che internet faccia il resto, analizzando ogni secondo, ogni pixel, alla ricerca di quel dettaglio nascosto che possa concedere allo spettatore una misera anticipazione sulla trama del prodotto finale. È un nuovo tipo di marketing, un marketing della speculazione che sfrutta inconsciamente chiunque condivida quel dato post. Basta un’immagine a scatenare in noi un’irrefrenabile voglia di dire la propria, per poi sostenere, fieramente, di aver avuto ragione.

Ma da quando ci siamo annoiati di sorprenderci? E poi, se Jon Snow davvero fosse morto all’indomani dell’uscita della nuova stagione di Game of Thrones, non saremmo stati un po’ tutti presi in giro? Forse dovremmo semplicemente aspettare aprile, chiedendoci, piuttosto, se la serie continuerà ad essere tanto emozionante senza il supporto letterario di cui fino ad ora ha goduto.

Davide Romano

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