Intervista: Mallards, musica autonoma e spontanea

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Mallards è un progetto musicale autonomo che nasce da una necessità ben precisa: esprimere il proprio io attraverso la musica nel modo più libero e spontaneo possibile.Mallards

Vittorio Somma, in arte Mallards, ha registrato un EP, Puddles and Goodbyes, completamente da solo: ogni nota e ogni parola presenti nel cd sono state suonate e scritte da lui.

Per conoscere meglio Vittorio, la sua idea di musica e il perché di questo ambizioso progetto, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.

Com’è nata l’esigenza di registrare Puddles and Goodbyes?

“Scrivo canzoni  e suono già da molto tempo. Addirittura alcune presenti in questo EP sono state composte ai tempi del liceo. Siccome sono una persona molto concreta ho pensato bene che queste canzoni, nonostante tutto questo tempo, potessero essere sfruttate. Ne ho quindi scritte un altro paio e le ho aggiunte per completare le cinque che ora tutti possono ascoltare online”.

Ci sono modifiche sostanziali nei testi o nelle musiche rispetto a quello che avevi scritto anni fa?

“Le parti di banjo sono state aggiunte successivamente. I testi invece sono pressoché gli stessi, non a caso ho evitato di correggere alcuni errori grammaticali per rendere il tutto più spontaneo possibile. Delle licenze, se vogliamo”.

Per quanto riguarda le tue esperienze passate cosa ci puoi raccontare? Hai spaziato in vari generi o ti sei sempre concentrato su una precisa idea musicale?

“In passato ho suonato sempre cose molto più “pesanti”. Prima punk, durante l’adolescenza, poi i progetti che si sono più concretizzati sono quelli con i For The Sake Of Leaving e i South Brigde, che appartengono al filone hardcore. Una musica più urlata e dinamica. Ho sentito però l’esigenza di andare verso altre strade e di affrontare situazioni più melodiche e acustiche”.

La possibilità di suonare da solo, di dipendere quindi solo da te stesso, ti ha permesso di slegarti da situazioni che magari non ti lasciavano esprimere pienamente?

“Sicuramente sì. Da una parte è stata una sfida per me iniziare questo percorso completamente da solo. Non avevo e non ho tuttora idea di dove può portarmi questo progetto. Per quanto riguarda il genere, che ovviamente conoscevo e apprezzavo già da tempo, era per me una novità”.

Quali artisti ti hanno ispirato?

“Sicuramente Dallas Green (City and Colour, n.d.A.), che ha un percorso simile al mio, mi ha dato l’idea di scrivere canzoni acustiche. Poi anche altri nomi del panorama indie/folk come Mumford and Sons, Of Monsters and Men e Fences che è forse quello a cui mi ispiro di più per sonorità e stile”.

Perché Mallards (in italiano “anatre”) e soprattutto perché questi testi così intimi che trattano, apparentemente, situazioni molto personali?

“Non ha un particolare significato simbolico questo animale per me, semplicemente mi piace esteticamente. Ci sono un paio di aneddoti molto interessanti sulle anatre, ad esempio che sono monogame e l’altro non te lo dico perché non lo scriveresti comunque. Per quanto riguarda invece i testi, come detto, essendo da solo ho avuto la possibilità di parlare di quello che volevo, riferendomi anche a situazioni della mia vita privata”.

L’ultimo brano, “Puddles and Goodbyes”, si chiude con una frase ben precisa: “This is my farewell to you” che ripeti più volte.

“Precisamente. Questo è l’esempio più chiaro, non mi riferisco a un “te” generico. Le parole erano state scritte subito dopo una rottura, quindi si riferiscono ad una persona ben precisa”.

Secondo te a Napoli quanto può essere facile (o difficile) portare avanti un progetto come il tuo, completamente autonomo? 

“Come detto questa per me è la prima volta da solo, non ho nessuno che mi affianchi quindi non so dirti con sicurezza se sarà facile o difficile il percorso che ho davanti. Anche perché sono sostanzialmente all’inizio. Sicuramente è tutto più immediato. Devi tener conto solo di te stesso e al massimo della tua chitarra durante i live”.

Progetti futuri?

“Per ora desidero che la gente senta il più possibile i brani che ho registrato. Quest’estate con l’EP è uscito anche un video del primo singolo, “The long run”. Suonerò dal vivo il più possibile e, se dovessi raggiungere un buon numero di live, inizierò anche a stampare qualche copia del cd da portare sempre con me. Ovviamente l’ideale sarebbe guadagnare abbastanza così da autoprodurre, con le stesse modalità, un album intero”.

Per conoscere meglio Vittorio Somma alias Mallards potete visitare la sua pagina Facebook e il suo canale YoutubeLa versione digitale dell’EP Puddles and Goodbyes è presente su Spotify e Bandcamp.

Andrea Piretti

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Nato a Napoli il 12 dicembre 1990, subito dopo aver concluso gli studi scientifici mi sono interessato al mondo del cinema laureandomi presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli in Fotografia-cinema e televisione con una tesi sul Neorealismo e i fratelli Dardenne. Lavoro attualmente come sceneggiatore e regista, auto producendo i miei progetti ormai da più di tre anni.

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