Si scrive acqua si legge democrazia

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Napoli– Stamattina , da Piazza Matteotti, è partito un corteo che ha interessato centinaia e centinaia di cittadini, provenienti da circa trenta comuni campani, e che, accompagnati da esponenti politici, tra i quali lo stesso De Magistris, e figure di spicco come padre Alex Zanotelli, hanno voluto far sentire la loro voce riguardo la questione dell’acqua pubblica: l’ABC della democrazia.

Lunedì scorso in Consiglio regionale, infatti, è stata approvata la nuova legge sul sistema idrico integrato e i manifestati, proprio per questo, si sono diretti presso palazzo Santa Lucia per contestare una legge del tutto autoritaria, che dona potere a pochi oligarchi e agisce a favore degli enti privati.

La città di Napoli, l’unica grande metropoli che ha realmente messo in atto la scelta dei cittadini dopo il referendum del 2011, ha sentito particolarmente il peso di questa legge che, proposta in partenza dalla giunta Caldoro, ha trovato seguito nelle mani di De Luca e Bonavitacola.

“Si scrive acqua, si legge democrazia”, questa la frase che rimbomba per le strade, nell’accorata rivendicazione da parte della popolazione che, spesso privata di molto, non vuole rinunciare all’ennesimo diritto fondamentale. Il quadro complessivo della situazione è tragico : “La regione Campania con l’approvazione di questa legge – dice padre Alex Zanotelli vuole privatizzare l’acqua, ecco perché siamo tutti qui; per dire che non possiamo accettarla e che le conseguenze sarebbero disastrose: non solo le bollette sarebbero altissime, ma le multinazionali metterebbero le mani su un diritto che non può essere negato e, così come ci hanno venduto il petrolio, ci venderanno l’acqua litro per litro. Il problema è che senza petrolio possiamo vivere, senza acqua no e così avremo milioni e milioni di morti per sete con il surriscaldamento che sta arrivando“.

Inoltre, le parole dei cittadini vengono accompagnate dalla voce del sindaco De Magistris, che non ha voluto lasciarli soli in questa battaglia e che più volte si è espresso contro questa legge a difesa dell’acqua come bene pubblico: “Il successo, che con tanta tenacia ha conseguito la città di Napoli, è stato attuato tra tanti ostacoli e difficoltà difendendo gli interessi di tutti gli abitanti dei nostri territori. L’acqua è di tutti e non può essere accaparrata da qualcuno. Ma con questa legge si tenta di fare questo, sovvertendo la sovranità popolare e facendo prevalere interessi privatistici a discapito degli interessi collettivi. Per questo cercheremo di contrastare, anche da un punto di vista giuridico, questo tentativo della regione“.

L’approvazione di questa legge sembra sferrare un colpo mortale ad una democrazia già troppo in bilico, avvantaggiando ormai palesemente gli enti privati, in questo particolare caso la Gori s.p.a., nelle mani di Francesco Gaetano Caltagirone.

La battaglia è appena iniziata e sarà più aspra che mai perché l’acqua, necessaria alla sopravvivenza degli individui, non può avere più valore se intanto arricchisce la casta.

Alessandra Vardaro

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