Reading letterario del gruppo scenico ‘Nziria

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Il 28 novembre presso la libreria “il Dono” (di Piazzetta Don Diana, Aversa) si è tenuto il secondo incontro del reading letterario del gruppo scenico ‘Nziria, con autori Domenico Vitale ed Antonio Turco.

Si tratta di un viaggio frammentario ed ineluttabile, un percorso di tematiche che sembrano prendere per mano lo spettatore e condurlo davanti a quelle verità scomode che fanno parte della nostra vita.

L’amore, l’odio, i pregiudizi, la nostra terra.
È questo quello che conta, questo quello che tutti abbiamo bisogno di ascoltare.

Fondamentale è la collaborazione degli attori Fiorentina Mercaldo, Nicola Barbato, Mariapia De Palma e dello stesso Antonio Turco, che hanno dato voce alla parola scritta, a quelle lettere che quasi tremanti si tengono per mano, ansiose e timorose di dare un esatto messaggio a tutti gli spettatori.

Maria Acierno ha aperto il sipario descrivendoci e raccontandoci del posto in cui eravamo. “Il liceo Fermi ha organizzato un importante progetto, iniziato per la semplice sensibilizzazione alla raccolta differenziata. Con la collaborazione di Fortunato Allegro i ragazzi hanno quindi recuperato tutti i libri che erano stati perduti o abbandonati, disponendoli poi in questa stanza, adibita a libreria.”

Prende poi parola Domenico Vitale: “Il gruppo scenico prende il nome ’Nziria, per evidenziare quella sfumatura dell’inquietudine di chi scrive e recita. [..] Abbiamo deciso di utilizzare una parola dialettale per ostentare le nostre origini e far riflettere, già dalla nostra presentazione, una delle tematiche di cui trattiamo: i problemi della nostra splendida Napoli”.

Sono stati letti 21 testi, ognuno dei quali ha aperto un preciso varco delle numerose questioni sociali che segnano le nostre giornate. L’importante è scrivere, parlare, esprimersi, combattere contro il silenzio che non è altro che il cancro che ci tiene in pugno, che ci spaventa e che si maschera continuamente. Il dottore è la camorra, la corruzione ovunque, il silenzio dell’oncologo la causa della morte dell’Italia. Lo stato è disinteressato, un cattivo genitore che si mostra solo per riscuotere le sue tasse.

Forse scrivere al “dottor Speranza” non servirà a nulla, ma è sempre meglio sperare ed alimentarsi di cultura che cadere nei classici cliché, nelle “Questioni di punti di vista”. Il mondo è pieno di persone ignoranti, finte ignoranti o “fesse e contente”, così non si può andare avanti, l’inerzia non porta a nulla. Ormai anche “uccidere è legato ai punti di vista” scrive Antonio Turco, e gli fa eco Domenico Vitale nel testo “La prigione” : “papà, tu hai ucciso il tuo figlio omosessuale, ma ora ti è rimasto solo l’orgoglio.” Recita Fiorentina Marcaldo.

In questa società segnata da una cattiva politica e dalla superficialità ci sono loci ameni, paesaggi cartolina che nascondono oscure ombre, pronte ad incombere nel quotidiano.

Come si può far a meno di Napoli? Come può un napoletano allontanarsi dal suo mare, dalla sua casa? A volte succede, per lavoro, studio, voglia di cambiare. Ma il ritorno è sempre desiderato e diventa ogni volta più traumatico.

La vita è anche amore e non solo quello che si può provare per la propria terra. Un Amore tradito, passionale, consumato, ricordato, desiderato, sperato.. “Lei” ti farà perdere la testa. Lei avrà mille espressioni che dovrai imparare per capirla davvero. Lei sarà tutto. Lei potrebbe catturarti, spogliarti delle tue sicurezze e farti sentire a casa, per poi lasciarti senza salvagente né paracadute.

“Ringrazio Naomi, Michele, Sofia, Zi’ Oreste [..].. e mi perdoneranno se ne dimentico qualcuno, ma sono veramente tanti, almeno decine e decine di storie che ho scritto per fotografare la mia vita. E penare che all’inizio li odiavo tutti. Mentre loro con arroganza se ne stavano fermi a osservare i miei complessi e le mie mancanze io li ho visti mangiare, sorridere, amare, allacciarsi le scarpe..” descrive così Domenico i suoi Alter ego, personaggi che alla fine ha ucciso o che, al massimo, ha desinato ad una non-vita.

Ma come poteva andare diversamente? Loro hanno vissuto fino all’ultimo, hanno messo in atto fino allo sfinimento le loro passioni e i loro complessi.

Per questo non potevano mancare nei ringraziamenti finali, insieme ai tecnici audio Vincenzo Di Puoti e Giovanni Fabozzi,  la libreria “il Dono” e il gruppo teatrale “Figli delle stelle”, in cui Antonio ha mosso i suoi primi passi nel mondo artistico. Gli autori hanno infine annunciato dei loro prossimo reading, che si terranno nel mese di dicembre.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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