Hiv, record di sieropositivi nel 2014

0
70

Come ogni anno, il 1° dicembre 2015 ricorre la Giornata mondiale di lotta contro l’Aids, istituita per la prima volta in Italia nel 1988 per volontà dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L’idea ha avuto origine al Summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS del 1988 ed è stata in seguito adottata da governi, organizzazioni internazionali ed associazioni di tutto il mondo.

Oggigiorno si sente parlare poco di Hiv e la malattia non spaventa più come un tempo. Nel corso degli ultimi anni, infatti, le strategie di prevenzione sono aumentate e ormai non è più una malattia ”per la quale si muore sempre”. Non bisogna, però, erroneamente abbassare la guardia. Negli ultimi anni in Europa il virus dell’Hiv ha toccato livelli mai visti prima e in Africa è la prima causa di morte tra adolescenti (in media si verificano 26 contagi ogni ora). L’Aids non è, quindi, per nulla sparito: ogni anno ci sono oltre due milioni di infezioni, molte delle quali dovute a questa erronea convinzione.

Lo scorso anno il sistema di sorveglianza ha registrato 142 mila nuove infezioni nei 53 paesi della regione europea dell’Oms di cui più di 30mila nell’Unione Europea. Si tratta del numero più alto da quando è iniziato il contagio. Le cause di queste infezioni sono molteplici: il 42% per rapporti omosessuali, il 32% per rapporti eterosessuali e il 4,1% da parte di tossicodipendenti che fanno uso di droghe iniettabili. Circa l’11% dei casi sono giovani tra i 15 e i 24 anni.

Casi di Aids in Italia per semestre di diagnosi

In Italia la situazione è piuttosto grave: i sieropositivi sono 140mila (il numero più alto d’Europa), la maggior parte dei quali tra i 25 e i 29 anni. Nonostante le campagne informative nel corso degli ultimi anni l’84% dei casi ha contratto la malattia dopo rapporti sessuali senza preservativo. La comunicazione istituzionale è stata, quindi, alquanto fallimentare: sarebbe opportuno che la tematica venga affrontata dal punto di vista della prevenzione e non come spauracchio per proporre ricette morali e i soliti sermoni che nulla hanno a che fare con essa come spesso e volentieri viene fatto nel nostro Paese.

Vincenzo Nicoletti

 

 

NESSUN COMMENTO