Esclusiva LP: intervista e recensione per l’evento Jazz e baccalà

0
136

Venerdì 27 novembre si è tenuto presso il teatro Summarte (Somma Vesuviana, Napoli) il primo incontro della stagione artistica intitolata “Jazz e Baccalà”.

Si tratta di un evento che incorona due particolari modi di fare arte, che spazia dalla carriera musicale a quella enogastronomica.

“L’anno scorso c’è già stata una rassegna simile, ma che comprendeva solo l’evento musicale. Quest’anno abbiamo voluto rivoluzionare l’evento tenendo anche conto che Somma Vesuviana è conosciuta soprattutto per le sue specialità a base di baccalà. Abbiamo quindi collaborato con il ristorante ‘800 Borbonico che ogni serata ci proporrà un menu differente.

Si tratta di unire due tradizioni diverse, ma che possono far trascorrere una piacevole serata a tutti coloro che vorranno farvi parte. L’idea del jazz è comunque una sfida. Non è semplice far avvicinare tutte le fasce di età a questo genere, ma la nostra idea è proprio quella di diffonderlo. Non posso far altro che ringraziare il Summarte che ci supporta e sopporta e il Banco di Napoli, nostro sponsor.”-m6Xg31B54lmIbrFfXkl5by2v95xqfzRNV2LcHFQJ9c

Ci riferisce Elio Coppola, musicista jazz e direttore artistico.

Il progetto è nato soprattutto con l’intento di ravvivare il paese e parlar di ogni genere di cultura almeno in un suo angolo. Ma di sicuro non ha trovato una strada già delineata.

“È stato difficile organizzare un evento che prevede la presenza di personaggi di rilievo in un teatro non di città” continua Elio Coppola “abbiamo dovuto indirizzare il pubblico, concentrare la pubblicità, cercar di creare delle vere aspettative e distruggere ogni forma di superficialità che poteva nascere nello spettatore.”

Così, alle 21.00 in punto (dopo un doveroso ricordo al defunto Luca De Filippo) inizia la cena in sala, sulle note di Louis Amstrong che rendeva l’atmosfera elegante e allo stesso tempo colloquiale.

o3m51k-na98wBxNIZSXsE5YkTkzfkV-8Q3GNCxYBG7oAd esibirsi è stato Lorenzo Hengeller che ci ha deliziati con la sua musica, toccando i temi più vari. Tutto il pubblico poteva immedesimarsi nei personaggi da lui cantati: dal tassista, al giornalaio, all’uomo “uappo”, all’uomo innamorato dell’amore, di Napoli, della cultura e della vita. Tratta del problema dell’emigrazione degli anni ’40 e ’50, che ormai sembra così lontana, oscurata dai fin troppi problemi che oggi affliggono la nostra bella Italia.

Ad accompagnarlo sul palco il batterista Elio Coppola, Marco De Tilla al contrabbasso, Gianfranco Campagnoli , Annibale Guarino e, a l’ospite a sorpresa, Walter Ricci che ha improvvisato sul palco accompagnato dal piano di Hengeller.

Il cantante ha così risposto alle nostre domande.

-Perché tra tanti generi ha scelto il jazz? Cos’ha di più rispetto agli altri generi?

Questa scelta l’ho presa dopo il mio primo disco del 2003. Il jazz mi ha rapito e volevo muovere i miei passi con lui, volevo vederlo popolare e muovermi con lui. Ho poi adorato pianisti come Michel Petrucciani, sono rimasto folgorato da Carusone. Ho deciso quindi che nella mia vita volevo fare questo, un pianista può essere anche popolare e a me piacciono le cose difficili.”

-Hai mai trovate difficoltà in campo lavorativo per il genere musicale a cui ti dedichi?

Sinceramente devo ammettere di esser sempre stato più fortunato rispetto a ciò che ho dato. Un colpo di fortuna posso averlo avuto quando ho iniziato a lavorare in tv, quando ho avuto il piacere di esser stato invitato da Fiorello per il suo programma, ma nel contempo posso dire che se non si hanno le idee chiare la fortuna non arriva. Se non si hanno idee è inutile suonare.

-Le sue canzoni hanno svariati temi, qual è il messaggio che sente voler davvero trasmettere al suo pubblico?

È vero, parlo di varie tematiche, ma nel contempo penso che quello dell’amore sia un fatto privato, non per forza deve essere messo al primo piano, non ha bisogno di essere ostentato. Inoltre ho scritto anche vari testi in dialetto, ma con questo non voglio approfittare della popolarità che può dare ‘l’essere napoletano’. Penso che l’unico messaggio che oggigiorno serva davvero e che tutti dovrebbero ben recepire sia quello della ‘leggerezza’ .

-Vuoi parlarci del tuo nuovo disco?

Uscirà proprio tra una settimana! Si intitola ‘Gli stupori del giovane Hengeller’, come parodia del romanzo romantico ‘I dolori del giovane Werter’, ho voluto giocare col mio cognome e questa è stata l’occasione giusta. Si tratta di una sorta di racconto autobiografico, ho voluto raccontare le cause di tutte le mie passioni e non gli effetti, quelli potete immaginarle sentendomi cantare.

Dopo il successo della serata di venerdì il Summarte annuncia il prossimo incontro con “Jazz e baccalà” per il 13 dicembre, con ospite speciale Shawn Monteiro che verrà da Boston per deliziarci con motivi natalizi.

Foto: Mario Spectra

Alessia Sicuro

CONDIVIDI
Articolo precedenteHIV, oggi e domani
Articolo successivoIstanbul, esplosione in metro: cinque i feriti
Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

NESSUN COMMENTO