In cammino per non morire

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giuseppe guazzo

Stai attenta quando esci. Stai attento a quella strada. Evita di passare con l’auto di notte lì, fai il giro largo. Non guardare, fa’ finta che non ci siano. Ma che fanno? Niente, non guardare. Accelera ma non troppo. Guarda a terra mentre cammini, evita le siringhe. Hanno ricominciato a sparare. Non hanno mai smesso. Proiettili vaganti. L’hanno scambiato per uno di loro. Ma forse era uno di loro? Quello poi là viveva, che ne puoi sapere?

Mi fanno la spesa se li voto. Mi danno 25 euro se gli porto due voti. Ho trovato un lavoretto. Quanto mi pagano? Non molto, ma non c’è altro. Passo la giornata in negozio, dodici ore per ottocento euro al mese. E che altro dovrei fare? Ho dovuto chiudere il negozio, sai? Il pizzo era diventato insostenibile. Denunciare? No, grazie, ci tengo alla vita.
Lo vedi quello su quella moto rombante? Quello è il proprietario di un negozio a cinque vetrine, ma risulta nullatenente. Maestra mio figlio a scuola porta i giocattoli che vuole e fa quello che vuole, se non vuole disegnare non disegna e basta. Ci siamo capiti? Non mi serve l’autorizzazione per prendere mio nipote a scuola, mi conoscono tutti nel quartiere.
Perché non sei venuto a scuola ieri? Eh maestra, siamo andati a trovare papà in carcere. Eh maestra, abbiamo fatto la festa e si è fatto tardi l’altra sera. Eh maestra, mamma è tornata tardi la notte e non si è svegliata per accompagnarmi.

E’ morto mio nonno, ma non avrei immaginato che un funerale costasse tanto.
Mio padre si è ammalato di cancro. A mia zia hanno detto che ha “quella brutta malattia”. Il figlio della mia amica, tre anni, dicono che ha una leucemia. Ma dove abiti? Ah, ma lì è pieno di questi casi. Mi devo operare, sono andato in ospedale ma lista d’attesa è lunghissima. Mi sono operato tre anni fa, devo fare i controlli per vedere se è ancora tutto a posto, ma costa troppo, non me lo posso permettere; forse non li faccio e speriamo bene.
Ritrovata l’ennesima discarica abusiva. Terre inquinate da materiali tossici. Acque inquinate da materiali tossici. Aria inquinata dai fumi e dai roghi. Non mangiare quei prodotti. Non bere quell’acqua. Trattieni il respiro. Muori.

È normale. È tutto normale. Ma perché non lo sai? Funziona così.

E invece no. La camorra è ovunque. Uccide in molti modi, non soltanto con le pistole. Altrettanti sono i modi per combatterla. Il primo è urlare che avere paura è legittimo, ma il popolo campano non si lascerà vincere dalla paura, non si fermerà e non si sottometterà. Perché è stanco, stanco di tutto questo.

Il 5 dicembre scendiamo in piazza per urlare che vogliamo riprenderci la nostra terra, subito. Partiremo alle 10.30 da piazza Dante. Subito dopo il corteo, la FGCI Napoli sarà a piazza del Gesù insieme ai compagni di Possibile per raccogliere le firme per il reddito minimo regionale. Perché la camorra si nutre della disperazione della gente e il dovere che abbiamo è innanzitutto combattere quella disperazione!

Maria Monticelli

Raffaele Federico

Luca Mullanu

Annachiara Montesano

Antonio de Caro

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