Reddito minimo garantito… Possibile

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Reddito minimo garantito Possibile
Reddito minimo garantito Possibile

10.000 firme in 120 giorni. L’obbiettivo che fino a pochi mesi fa sembrava quasi inarrivabile, dopo la grande adesione da parte di cittadini, movimenti autonomi e sindacati, sembra ormai a portata di mano.

L’iniziativa per il reddito minimo garantito ha unito tanti per una campagna dalla fondamentale funzione sociale e tra i tanti che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo alla raccolta firme, c’è anche Possibile, che non poteva mostrarsi indifferente ad una iniziativa di così grande importanza che tratta una tematica al centro dell’agenda politica del partito nato a Bagnoli.

Il reddito minimo garantito, nella sua proposta di legge, è un sostegno al reddito, costituito da prestazioni monetarie e servizi\prestazioni sociali,  a domanda individuale.

Il reddito minimo garantito punta a mettere 583 euro mensili nelle “tasche” dei cittadini con un reddito personale inferiore a 7.500 euro e componenti di nuclei familiari con una soglia media ISEE di 21.265.

A differenza di altre proposta di legge, quella in questione garantisce e prova a tutelare non solo il nucleo familiare ma la povertà individuale, a differenza della misura “sperimentale” della prima giunta Bassolino nel 2004.

Un altro aspetto caratteristico della proposta di legge è il concetto di “cittadinanza”, che è legato all’esercizio attivo dei diritti sociali e civili dei residenti, mentre in altre proposte è legato anche alla nazionalità di provenienza.

La necessità di un reddito minimo garantito è indiscutibile, in special modo nell’attuale situazione economica, per dare speranze a chi cerca un’occupazione da tanto, a chi viene sottopagato o a chi, ormai, ha perso quella speranza di dignità sociale. Tutti coloro che si sono impegnati nell’iniziativa per il R.M.G., insomma, hanno un obiettivo comune: offrire libertà e dignità a disoccupati, inoccupati e precari.

Il primo grande evento organizzato per la raccolta firme dal partito di sinistra sarà sabato 5 Novembre a piazza del Gesù, cuore pulsante del centro storico di Napoli, insieme alla Federazione Giovanile Comunista d’Italia; il secondo grande evento organizzato nella stessa giornata sarà la manifestazione “Un popolo in cammino”, per dire no alle camorre, per rivendicare giustizia sociale, lavoro, diritto allo studio, e sicurezza sociale ai nostri quartieri e alla nostra città e per chiedere verità e giustizia per le vittime innocenti della camorra, insomma: per scrivere insieme una storia nuova per Napoli e per tutti noi.

Antonio Filogamo

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