Aversa – Il pomeriggio del 5 Dicembre si è svolto un presidio antirazzista organizzato dal laboratorio politico dell’agro-aversano Iskra, insieme ad altre realtà antirazziste di Aversa e Napoli che hanno voluto lanciare un chiaro messaggio contro ogni tipo di violenza, razzismo e contro la guerra tra poveri che sempre più prende piede nel nostro paese.

“Ciò che si vuole far passare” – dice una militante – “è che le persone devono abituarsi a capire che la guerra fra poveri è una manipolazione dei poteri forti, di partiti leghisti e neofascisti che stanno alimentando le campagne elettorali sulle differenze sociali, culturali e religiose”.

I condizionamenti che riceviamo attraverso le parole, i pensieri e le notizie che ogni giorno i mass-media ci inculcano, tendono a costruire un muro di intolleranza e odio che trova le basi nella situazione estremamente precaria nella quale la maggior parte delle persone è costretta a vivere, a causa di politiche ingiuste che vanno a discapito dei più deboli.

Esponenti di Iskra Aversa precisano come “Le uniche differenze sono quelle di chi sfrutta e chi è sfruttato, e le incompatibilità da superare non sono quelle religiose fra cristiani e musulmani, ma le incompatibilità da superare sono quelle fra un Comune che spende soldi ogni anno per luminarie natalizie, mentre molte famiglie non possono pagare acqua e luce o non hanno proprio dove vivere.”

Il presidio ha portato ad un’assemblea pubblica nella quale molte persone sono intervenute esponendo il loro pensiero e sottolineando la necessità di combattere un clima di pericolosa intolleranza e tensione che si respira nelle strade aversane.

Saranno proprio le strade aversane il punto di partenza per la riappropriazione di territori nei quali queste realtà fasciste e razziste riescono ad agire. Da questo la necessità di sensibilizzare le persone attraverso una rete antifascista e antirazzista grazie alla quale riuscire ad abbattere i muri che vengono dolorosamente alzati, per unirsi in una lotta contro il vero oppressore e cercare di affiancarsi a tutti gli sfruttati, siano essi disoccupati italiani o lavoratori in nero senegalesi.

Questo presidio è il primo passo verso un progetto più grande che vede interessato non solo il laboratorio politico Iskra, ma anche altre realtà campane, per una valida rete antifascista campana contro i vecchi e i nuovi oppressori.

Alessandra Vardaro