Officine Libere, l’ultima tappa del tour

0
78
officine libere

Napoli, Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, è il “traguardo”  del tour, durato tre mesi, di Libera con le sue “Officine Libere”. Con gli incontri di lunedì e martedì si conclude l’ultima tappa di questo viaggio di formazione e progettazione nelle e delle 20 regioni italiane. 

“Officine Libere” è un progetto avviato dal nuovo settore di Libera, nato ad Aprile, “giovani e innovazione”: i giovani infatti sono stati i protagonisti di questo percorso per far sì che siano loro i motori del cambiamento. “Dare voce ai giovani, ai loro bisogni, alle loro idee, alla loro creatività è lo scopo del progetto “Officine Libere”, ci spiega Laura di Libera Marche.

In ogni regione i soci dei vari presidi Libera, in questi tre mesi, si sono posti degli obbiettivi sui quali lavorare, e in base a questi hanno ideato un nuovo progetto da realizzare per il 2016. 

Nell’ultima tappa, presenti due rappresentanti per ogni regione per esporre il lavoro svolto da settembre a novembre. Ognuno racconta le proprie “Officine Libere”: i punti su cui ci si è soffermati, gli obbiettivi prefissati, il progetto ideato, i punti di forza dei presidi regionali e quelli critici, il lavoro svolto e quello da svolgere ancora. Al termine della presentazione di tutte le regioni, la riflessione partecipata su quanto esposto e sugli obbiettivi comuni di Libera da realizzare sul territorio.

Da nord a sud, da est a ovest, i temi trattati e su cui lavorare sono vari e generalmente gli stessi: antimafia, beni confiscati, racket, problemi ambientali, disoccupazione giovanile. Conoscere, sensibilizzare, discutere e agire. Questa è la modalità di azione scelta dai ragazzi di Libera per coinvolgere sempre più giovani. Informare e formare, attraverso corsi, dibattiti, incontri, eventi, per riflettere e operare insieme per un’innovazione partecipata

officine libereIn particolare, Libera Campania si è soffermata sul territorio di Castelvolturno. Nella zona si contano 17.000 abitanti ufficiali, che con quelli “non ufficiali” raddoppiano a 34.000,  con un totale di 70 etnie diverse. Un territorio difficile, un tempo turistico e ricco, ma poi abbandonato e deteriorato dall’azione camorristica. Nelle due giornate di incontro (tenutesi ad ottobre) ci si è dedicati allo studio del territorio e all’osservazione partecipata insieme ai cittadini del luogo. Non professori esperti del tema “mafie”, ma umili persone che ne vivono l’oppressione e le conseguenze, sono stati gli interlocutori di Libera: hanno raccontato la situazione locale e discusso con i giovani delle idee progettuali. Una collaborazione che si conta di mantenere e incrementare.

Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla camorra è l’impresa scelta da Libera Campania. Dei 110 beni confiscati presenti sul territorio, il focus del progetto sono le 34 villette del Parco Allocca. I partecipanti alle due giornate di riflessione e confronto sono stati divisi in vari gruppi, ognuno dei quali ha scelto un bene su cui concentrare il proprio lavoro e ideare un progetto di riutilizzo sociale. 

“Officine Libere” ha portato le idee dei giovani in tour per tre mesi in tutta Italia. Tre mesi di lavoro, di scambio e di confronto per studiare nuove strategie ad hoc per ogni regione per diffondere giustizia sociale e incrementare la partecipazione in tutto il territorio, ma partendo dalla singola realtà locale. Tre mesi di lavoro per costruire insieme l’alternativa alle mafie e alla corruzione.

Lucia Ciruzzi

CONDIVIDI
Articolo precedenteVenezuela, dalle urne una spallata al chavismo
Articolo successivoArmi all’ISIS? Ecco come sono arrivate
Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

NESSUN COMMENTO