Effetto placebo: connessione fra mente e corpo

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Effetto placebo
Effetto placebo

Mens sana in corpore sano”: lo disse Giovenale, quasi 2000 anni fa, alludendo ad una connessione profonda fra il corpo e la sfera psichica del nostro io.

È infatti noto che il benessere fisico sia alla base della felicità, “‘a salute è ‘a primma cosa”, e le moderne conoscenze trasferiscono questa connessione anche su un altro piano: sembrerebbe, infatti, che mantenere il corpo in forma, fare attività fisica, aiuti a prevenire malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer.

Eppure, si fa ancora fatica a non immaginare la mente, intesa come condizione inconscia e inaccessibile, come astrazione rispetto al corpo. Questo rapporto di dipendenza della mente dal corpo, è reciproco? Il discorso è valido anche nel senso contrario? E se sì, in che misura la mente influenza il corpo? La risposta ci viene proprio dal mondo scientifico. Dati inconfutabili, inopinabili, che proiettano quel riferimento spontaneo della mente al mondo dell’intangibile, al piano tutto terreno della realtà: è l’effetto placebo, la “cura con niente”.

Ma cos’è l’effetto placebo?

Per placebo si intende una sostanza povera di principi attivi, somministrata come se avesse proprietà farmacologiche e curative. La terapia in questione può migliorare lo stato di salute del paziente, se quest’ultimo crede fermamente nella sua efficacia.
Le fasi della sperimentazione clinica circa l’effetto placebo prevedono esperimenti in “doppio cieco”: né il paziente, né chi compie il test (il medico) sono a conoscenza di quale sia il farmaco e quale il placebo.
I dati mostrano che è l’aspettativa positiva del paziente a determinare una risposta, che non è solo psicologica, non è solo legata alla sopportazione del disturbo, ma è anche una risposta fisiologica: la fiducia nella terapia determina il rilascio, nell’organismo, di sostanze che hanno un reale effetto benefico, fra cui le endorfine, l’adrenalina e l’adenosina.
Circa l’80% delle prescrizioni non ha, di fatto, effetti maggiori del placebo.

Gli esperimenti 

Recenti ricerche condotte su alcuni vaccini, contro l’herpes simplex di tipo 1 e 2 (HSV1 e HSV2), virus responsabili di infezioni tipiche, rispettivamente a livello labiale e genitale, hanno dimostrato che il placebo aumenta la distanza temporale fra una manifestazione erpetica e l’altra, addirittura più del vaccino vero e proprio.
Una pillola di zucchero può essere più efficace di un antinfiammatorio nel curare un mal di testa, se quella pillola di zucchero viene presentata come una medicina potentissima.

Esempi, questi, che confermano che la “malattia”, intesa come condizione limitante, è spesso poco più che una suggestione, e un approccio positivo alla vita, un sorriso, può, molto più che in senso banalmente metaforico, guarirci da tantissime cose.

Elisabetta Rosa

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