Arriva il commissario alla sanità in Campania: l'”americano” Polimeni

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Commissario sanità Campania: Joseph Polimeni
Commissario sanità Campania: Joseph Polimeni

Dopo mesi di attesa, è finalmente arrivata la nomina del commissario ad acta per la sanità in Campania.

La scelta del Governo nazionale, che ha competenza esclusiva su questo tipo di nomine, è ricaduta su Joseph Polimeni, toscano con passaporto americano, da anni con incarichi dirigenziali di primo livello nella sanità della sua regione, ma con nessun rapporto con la Campania. Sono dunque terminate le lunghissime trattative, complicate dal tentativo di ciascuno degli interlocutori politico-istituzionali, in primis il Ministro Lorenzin ed il Presidente della Regione De Luca, di esercitare la maggiore influenza possibile nella scelta del nuovo commissario. Collaboratore di Polimeni sarà il subcommissario D’Amario: i due sostituiscono i subcommissari Morlacco e Cinque, rimasti finora alla guida di un’impalcatura istituzionale senza vertice, privi di poteri di intervento concreti.

Non è casuale che la nomina sia arrivata proprio in questi giorni. La situazione complessiva della sanità campana è ormai critica: l’hanno recentemente ribadito con forza gli stessi sindacati dei medici, che hanno sottolineato come, alla vigilia delle festività natalizie, il collasso del sistema sanitario regionale sembra inevitabile. I punti più spinosi sono sempre gli stessi: cronica carenza di personale, aggravata dalla recente applicazione della normativa europea in materia di monte ore massimo di servizio mensile, insufficienza di posti letto, liste d’attesa interminabili, sia per interventi che per esami importanti.

La mancanza di un commissario in una Regione commissariata si è tradotta in una vera e propria paralisi amministrativa, con i progetti di riorganizzazione del servizio fermi da tempo; se però ci si aspetta che l’arrivo di Polimeni possa, come d’incanto, risolvere tutte le questioni in gioco, si pecca di ottimismo, perché non va dimenticato che il motivo per cui la legge ha imposto alla Regione un commissario ad acta è il disastroso deficit di bilancio, che va ancora ripianato. I drammatici tagli imposti in questi anni hanno contenuto parzialmente il disavanzo, ma non sono ancora sufficienti per raggiungere gli obiettivi di legge. Ciò, nonostante le ormai scarse risorse finanziarie disponibili spesso non consentano di garantire livelli di prestazioni accettabili e i prezzi dei ticket rimangano tra i più alti in Italia. In questi mesi, poi, sono mancate persino le nomine dei primari e dei dirigenti di varie unità operative. Insomma, si spera che la figura di Polimeni, il cui obiettivo, lo si ribadisce, sarà prima di tutto risolvere definitivamente il problema del deficit, possa almeno portare un po’ di serenità, grazie al vantaggio, per le parti coinvolte nel confronto sociale ed istituzionale, di avere finalmente un interlocutore certo e con pieni poteri.

La nomina del commissario ad acta non è l’unico tassello del mosaico che Governo nazionale e regionale stanno cercando di comporre per risollevare la sanità: lo testimonia la delibera del Consiglio regionale, che approva un ddl presentato dalla giunta De Luca, su una nuova riforma del settorearticolata in tre macro obiettivi: la creazione di un Ufficio Speciale Regionale denominato “Servizio Ispettivo Sanitario e Socio-sanitario” con compiti ispettivi sull’efficienza del servizio erogato, lo snellimento delle procedure di nomina dei Direttori Generali delle Asl e degli Enti del Servizio Sanitario Regionale, e la riduzione del numero di entità impegnate in alcuni aspetti della gestione della sanità, a scopo di semplificazione e risparmio di risorse. In quest’ultimo senso, si è decisa la soppressione dell’ARSAN, la “tecnostruttura di supporto tecnico dell’attività del Consiglio regionale e dell’azione della Giunta regionale” in materia sanitaria: per il Presidente De Luca, inevitabilmente soddisfatto per la deliberazione consiliare, grazie a questo provvedimento “è finito il tempo dei gruppi di potere, delle clientele e dei padrini”.

Ludovico Maremonti

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