Cop21, ecco cosa prevede il Paris Agreement

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Cop21, ecco il Paris Agreement
Cop21, ecco il Paris Agreement

Dopo una notte insonne, la Cop21 di Parigi ha raggiunto il cosiddetto Paris Agreement, accordo sul clima che avrà valore a partire dal 2021. Sabato 12 dicembre è stata presentata la bozza finale, redatta dopo oltre 10 giorni di discussione, votata da tutti i 195 Paesi partecipanti.

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Il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius

”La bozza definitiva dell’accordo sul clima è ambiziosa ed equilibrata. Siamo arrivati alla fine di un percorso ma anche all’inizio di un altro. Si tratta di un accordo giusto, sostenibile, dinamico, equilibrato e vincolante. È uno storico punto di svolta.” ha detto il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius nel corso della presentazione del Paris Agreement.

L’accordo prevede la salvaguardia del pianeta contenendo la temperatura globale restringendo a poco più di un grado e mezzo nel 2023 il riscaldamento massimo consentito rispetto all’era pre-industriale. Tre i punti cruciali: l’ambition, cioè l’obiettivo di contenimento del global warming; la suddivisione dello sforzo tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo, e finanziamenti a questi ultimi per aiutarli ad affrontare la sfida.

Ma cosa prevede nello specifico il nuovo accordo globale? Ecco un’analisi dettagliata degli articoli del nuovo testo negoziale e delle modifiche apportate rispetto alla precedente Conferenza.

ART. 1 DEFINIZIONI: Le definizioni sono rimaste quasi del tutto invariate rispetto al precedente Accordo ed è stato riconfermato il rinnovamento del legame tra l’Accordo di Parigi e la Convenzione Quadro

ART. 2 OBIETTIVO: l’obiettivo del mantenimento dell’aumento di temperatura media globale al di sotto degli 1,5 °C e non più dei 2 come in precedenza.

ART. 3 IMPEGNI DELLE PARTI: i paesi coinvolti dovranno impegnarsi sempre di più nel corso del tempo sia nel rispettare l’obiettivo prefissato che nel sostenere i paesi in via di sviluppo affinchè possano anche essi attuare quanto previsto dall’accordo.

ART. 4 MITIGAZIONE: l’altro obiettivo previsto dall’accordo è il raggiungimento di emissioni zero dopo il 2050. Ogni paese, inoltre, dovrà far sì che i contributi nazionali volontari vengano aggiornati ogni cinque anni. Un altro aspetto nuovo è la ”differenziazione” tra i paesi sviluppati (ai quali si richiede maggior sforzo) e quelli in via di sviluppo: sono stati infatti utilizzati termini diversi per indicare i gradi di responsabilità dei vari membri della Cop21.

ART. 5 REDD+: i finanziamenti sulla base dei risultati raggiunti per ridurre le emissioni derivanti dalla deforestazione e dalla degradazione delle foreste (REDD+) sono stati inclusi tra le strategie incoraggiate dall’accordo.

ART. 6 MECCANISMO DI SUPPORTO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE: sono stati introdotti due nuovi meccanismi. Il primo è di mercato per evitare il double counting, ovvero la doppia contabilizzazione degli impegni di riduzione delle emissione. Il secondo con interesse per le azioni di mitigazione, finanza e trasferimento tecnologico.

ART. 7 ADATTAMENTO: è necessario incrementare la capacità adattativa globale tramite un aggiornamento periodico delle strategie di adattamento intraprese.

ART. 8 LOSS & DAMAGE: è importante minimizzare le perdite e i danni relativi agli effetti avversi del cambiamento climatico.

ART. 9 FINANZA: Gli stati sviluppati hanno dichiarato che saranno disposti a supportare il processo di Carbon Neutrality per i Paesi in via di sviluppo e sono incoraggiati a finanziare il Green Climate Fund (GCF) e/o altre iniziative unicamente in modo volontario.

ART. 10 SVILUPPO E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO: il supporto all’innovazione deve avvenire attraverso il Financial Mechanism e non più con il Technology Mechanism come in precedenza.

ART. 11 CAPACITY BUILDING: il cenno relativo alla conformità delle azioni di capacity building è stato eliminato.

ART. 12 EDUCATION: è stato inserito un nuovo articolo riferito all’educazione, alla consapevolezza e alla partecipazione pubblica.

ART. 13 TRASPARENZA: tutte le parti sono obbligate a un report dell’inventario nazionale delle emissioni (e non più l’intero inventario) preparato utilizzando le metodologie accettate dall’IPCC e approvate dalla Conferenza della Parti dell’Accordo di Parigi e le necessarie informazioni per monitorare i progressi relativi all’implementazione e al raggiungimento del proprio INDC. I paesi sviluppati devono fornire informazioni sul trasferimento finanziario e tecnologico ai paesi in via di sviluppo.

ART. 14 STOCKTAKE: le parti devono periodicamente fare il punto circa l’implementazione degli impegni. Il primo “Global Stocktake” è fissato per il 2023.

Per maggiori informazioni: http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/l09.pdf

Vincenzo Nicoletti

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