Los Angeles: chiuse tutte le scuole per allarme attentati.

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Los Angeles
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Un allarme bomba getta nel panico Los Angeles, California.

La stampa americana riporta la decisione di chiudere tutte le scuole facenti capo al LAUSD – Los Angeles Unified School District, l’organismo che sovrintende alle scuole pubbliche dell’area urbana della megalopoli californiana, in seguito ad un allarme bomba ricevuto via e-mail poche ore fa (l’alba, nella costa ovest degli Stati Uniti) dai dirigenti di alcuni campus.

La soprintendenza scolastica, d’intesa con FBI e Dipartimento di Polizia di Los Angeles, avendo ritenuto la minaccia seria e credibile, ha deciso di impedire che gli studenti si recassero negli istituti: il provvedimento ha coinvolto almeno 900 scuole, frequentate da non meno di 650.000 ragazzi.

La mail contente la minaccia di attentato sarebbe riconducibile ad un indirizzo IP della Germania, precisamente di Francoforte: in essa si parlerebbe di un pericolo attinente a “zaini o borse” colmi di esplosivo, collocati in uno o più istituti del vastissimo distretto scolastico. Non sono state ancora trovate tracce delle bombe, però: come riporta il Los Angeles Times (clicca qui per leggere), la polizia sta ancora procedendo ad indagini ed accertamenti a tappeto, precisando che la chiusura dei campus è stata adottata comunque in un “eccesso di cautela”. Proprio a causa della difficoltà e della potenziale lunga durata degli accertamenti, le autorità non possono assicurare che gli studenti faranno ritorno in classe domani: l’attesa dell’eventuale rinvenimento degli ordigni non può che accrescere il panico negli Angelinos, tra cui molti già si dichiarano timorosi di mandare i figli di nuovo a scuola per paura di attentati.

Le alte cariche istituzionali della città, con in testa il sindaco, si complimentano con la soprintendenza e con le forze di polizia locale e federale per la prontezza dimostrata, asserendo che i recenti fatti di San Bernardino, anch’essa nella California del Sud, dove due attentatori (cittadini statunitensi musulmani) sono stati responsabili della morte di 14 persone, consigliano necessariamente di alzare il livello di allerta davanti ad episodi come quello di oggi.

In realtà, secondo alcuni, sarebbe proprio un ingiustificato clima di tensione, generato dagli eventi dello scorso 2 dicembre, ad aver indotto le autorità ad emettere un provvedimento d’urgenza che non ha precedenti, per il numero di scuole e studenti coinvolti. Sono state sollevate infatti alcune polemiche sull’opportunità di chiudere completamente il secondo distretto scolastico degli Stati Uniti per estensione, dopo quello di New York; proprio dalla Grande Mela sono arrivate indirette critiche all’iniziativa californiana, con ufficiali della polizia locale e il sindaco De Blasio che hanno ammesso di aver ricevuto una simile minaccia, sempre via mail, ma di non averla considerata sufficientemente attendibile, al punto da convincerli a lasciare a casa un milione di studenti in tutta la città. In particolare, la mail arrivata ai newyorkesi avrebbe contenuto un riferimento ad Allah, ma questo sarebbe stato nominato senza la “A” maiuscola, cosa che avrebbe fatto dubitare del fatto che la minaccia provenisse davvero da estremisti islamici; in ogni caso è da accertare se i due messaggi abbiano la stessa fonte. Il sindaco De Blasio è stato particolarmente duro, affermando che, in condizioni simili, fermare le scuole “avrebbe costituito un grave disservizio per la Nazione intera”. Alle critiche ha subito fatto seguito la piccata risposta del Capo della polizia di Los Angeles, che ha invece ribadito come si sia trattato di un provvedimento tempestivo per tutelare la sicurezza dei ragazzi.

Le indagini appureranno la reale consistenza della minaccia, per capire se il provvedimento sia stato davvero fondato o il nuovo sintomo di una crisi di nervi del gigante americano di fronte ad una minaccia terroristica che dal 2 dicembre si ritiene incombente, se possibile, più di prima.

Ludovico Maremonti

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