La camorra che spaventa Casalnuovo

0
120
Camorra Casalnuovo
Camorra Casalnuovo

Casalnuovo – Ucciso Giuseppe Ilardi, un 26enne guardaspalle del boss della zona.

L’agguato ha avuto luogo al Corso Umberto, presso il plesso scolastico della scuola elementare Antonio de Curtis. La vittima, Giuseppe Ilardi di 26 anni, è stata colpita quattro volte, all’uscita degli alunni dalla scuola, mentre era a bordo della sua auto.

L’attentato è avvenuto quindi sotto gli occhi dei passanti e dei genitori che aspettavano l’uscita dei propri figli. Immediati i soccorsi, ma il loro arrivo è stato inutile. I testimoni raccontano delle urla strazianti della moglie di Ilardi, giunta poco dopo sul posto. Altri testimoni dicono di aver sentito rumori sospetti fin dentro la scuola, ma di averli collegati al rumore dei petardi con i quali i giovani giocano spesso in quella piazzetta. Su disposizione dei carabinieri i bambini hanno poi lasciato l’edificio scolastico impegnando un’altra uscita, lontano dalla scena del crimine, per evitare loro la visione del corpo ricoperto dal lenzuolo, le macchie di sangue e il macabro rituale della raccolta dei reperti scientifico-balistici.

Secondo gli inquirenti l’azione è stata rapida e precisa, si pensa infatti ad un lavoro compiuto da professionisti del settore. I killer sono stati identificati come due uomini a bordo di uno scooter rubato, rinvenuto poco dopo l’attentato in via Principe di Piemonte a Pomigliano d’Arco. I militari dell’Arma del gruppo di Castello di Cisterna hanno rinvenuto anche la pistola con cui i sicari hanno sparato, una semiautomatica di piccolo calibro.

Senza-titolo-11-1067x778

Le forze dell’ordine affermano anche che l’agguato sia di chiaro stampo camoristico. Ilardi, con precedenti per reati collegati alla droga, era a bordo di una Smart appartenente ad Antonio Barone. Una circostanza che suggerisce che il giovane sia stato colpito per errore e che il vero destinatario dei colpi fosse Barone.

Gli investigatori riferiscono che Ilardi era il guardaspalle di un boss appena uscito di galera, Antonio Barone appunto, indicato come il reggente a Casalnuovo del clan Veneruso-Rea. Tuttavia al monento non si esclude nessuna ipotesi.

Il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, ha dichiarato: “Casalnuovo, in questo momento – così come ci ha assicurato la Prefettura – gode della massima attenzione da parte di tutti gli enti istituzionali coinvolti. Gli inquirenti stanno lavorando a tutto spiano per scorgere ogni singolo dettaglio utile a far luce su questo tristissimo episodio di stampo camorristico. Da Sindaco e da cittadino voglio fare un appello: lo stato di sicurezza massimo sarà garantito dalla collaborazione di tutti. Nelle prossime ore ci saranno maggiori controlli e sarà potenziata sia la presenza di forze dell’ordine sul territorio sia la loro attività d’indagine. Chi ha visto, però, deve parlare. Ogni singolo dettaglio può essere utile alle indagini”.

In molti nella cittadina si sono indignati per l’accaduto, fra i tanti, con un comunicato si sono espressi in merito Libera Casalnuovo, lo Sportello Federconsumatori e lo Sportello Antiracket ed Antiusura di Casalnuovo.  “Ci siamo sentiti ripetere sempre lo stesso ritornello ‘qui la camorra non esiste’. Eppure si continua a morire uccisi a 26 anni per strada in un agguanto, forse neanche diretto alla vittima; e se questo non bastasse, davanti ad una scuola all’ora d’uscita. In questo paese ci sono famiglie che da un giorno all’altra scappano all’estero per sfuggire ad una rete di usurai senza pietà. Eppure la camorra non esiste. Da qualche anno abbiamo lanciato la Campagna Miseria Ladra per denunciare il livello di degrado a cui camorra e povertà hanno portato: questa Miseria è ladra di diritti e di dignità. Eppure a Casalnuovo va tutto bene, salvo aspettare un nuovo giovane suicida, o piangere un nuovo giovane morto”.

Simona Pisano

NESSUN COMMENTO