Sanità campana, in arrivo il nuovo piano regionale

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Sanità Campania
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Svelato il nuovo piano regionale per la sanità in Campania, che la giunta De Luca sottoporrà a giorni al neo commissario Polimeni.

Si tratta per ora di una bozza, i cui contenuti erano già stati ampiamente anticipati nei giorni scorsi da Enrico Coscioni, braccio destro del Presidente della Regione sulla sanità, e dallo stesso De Luca. Entrambi avevano avvertito che l’obiettivo sarebbe stato quello di ridurre gli sprechi del sistema, sistemando definitivamente il disavanzo e procedendo all’ormai indifferibile riorganizzazione del servizio. Il concetto chiave sarebbe stato quello del taglio del numero di ospedali sul territorio, allo scopo della creazione di macro strutture collocate omogeneamente in tutta la Campania, raggiungibili agevolmente da qualsiasi punto della Regione: un ottimista De Luca aveva anche affermato che il recupero di risorse così conseguito avrebbe consentito di chiedere al Governo la revoca del commissariamento, in anticipo sui tempi.

Lo stesso neo commissario Polimeni aveva confermato questa linea d’azione, ribadendo come l’azzeramento del deficit possa essere conseguito solo attraverso la razionalizzazione del numero delle strutture (eliminando il concetto di “ospedale sotto casa”) e delle loro competenze, favorendo così anche la promozione dei centri di eccellenza di cui la Campania è già dotata, come Cardarelli, Monaldi e Pascale.

La bozza del nuovo piano sembra perfettamente coerente con tutte le dichiarazioni riportate. Si tratta di un’operazione che interesserà vari campi della prestazione sanitaria, con contenuti già abbastanza definiti.

Innanzitutto saranno accorpati i punti nascita in cui si verificano meno di 500 nati l’anno, che sono almeno 20 in Campania (record negativo nazionale). Si cercherà così di correggere alcune irrazionalità, come l’eccessivo numero di centri concentrati in una stessa area (a fronte della clamorosa ed inspiegabile mancanza in strutture rinomate, come l’ospedale Santobono di Napoli) ed il ricorso frequente al parto cesareo.

Anche per il settore della neurochirurgia si punta all’accorpamento delle strutture, ad oggi 13, che diventeranno otto, compreso il nuovo Ospedale del mare, che ci si augura presto a regime.

Nel campo della cardiochirurgia, si prevede la creazione di una “Rete Infarto”, che, grazie ad un server centralizzato, consenta tempi rapidi per la diagnostica e l’indirizzamento del paziente in una struttura ad hoc, una volta individuato il tipo di patologia.

La riforma dei servizi di emergenza, infine, coinvolgerà più ambiti, dal funzionamento del 118 al pronto soccorso. Anche qui, privilegiato un taglio al numero dei centri, fermo restando che si elaboreranno deroghe per gli abitati isolati o disagiati, come quelli montani.

Si prevede anche una riduzione del numero degli ospedali che si occupano dei trattamenti oncologici, con alcune strutture che andranno giocoforza riconvertite, anche se si teme che in alcuni casi potranno essere adottate drastiche chiusure.

Bisognerà far presto, però, a rendere definitivo e operativo il nuovo piano. Dopo i numerosi allarmi lanciati nell’ultimo periodo, i sindacati campani dei medici hanno aderito allo sciopero nazionale di ieri, che rappresenta un “grido di dolore” utile a far prendere coscienza del collasso imminente del sistema; a detta di alcuni, la situazione è destinata persino a peggiorare all’entrata a regime dello stesso piano. Significativamente, non hanno partecipato allo sciopero i medici dell’ospedale Ascalesi, polo oncologico dell’ASL Napoli 1, una delle strutture a rischio riqualificazione: qui 3 sale operatorie su 4 non funzionano da una settimana per carenza di anestesisti e scioperare avrebbe significato la paralisi totale. Tutto questo mentre agli Incurabili la staticità della struttura dei reparti di Ostetricia e di Neonatologia è stata accertata come gravemente compromessa, causando l’apposizione dei sigilli ai locali da parte della magistratura e l’apertura di un’inchiesta giudiziaria. Mamme e neonati saranno rimandati a casa in anticipo; peccato che nello stabile di fronte all’ospedale sia già pronta da mesi una nuova struttura neonatale, che però è tuttora inutilizzata a causa di beghe politiche e burocratiche interne all’ospedale. Quando si dice combattere gli sprechi.

Ludovico Maremonti

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