RaMOil: una bomba inesplosa

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RaMOil Casalnuovo
RaMOil Casalnuovo

RaMOil (Raffineria Meridionale Oli Lubrificanti), nascosta dai muri, casotti, villette, palazzine e cancelli, tra le stradine più strette di una frazione di Casalnuovo di Napoli, Tavernanova.

Alla vista fa rabbrividire, toglie il fiato. Dicono che sia una raffineria, lo è, ma non è tutto. “RaMOil” fino a pochi anni fa, ha bruciato droghe sequestrate, armi e varie “schifezze”, ha quasi 200 codici CER, autorizzazioni per farla breve. È un impianto insalubre di prima classe, non sono io a dirlo, ma la Direttiva Seveso, una direttiva che identifica i siti a rischio.

Rischio di cosa? Secondo il Ministero dell’Ambiente, è uno “stabilimento suscettibile di causare incendi rilevanti”, infatti nel 2009 ci fu un incidente, il 14 giugno. Nel 2011 venne rilasciata l’A.I.A. all’azienda, il comune diede parere negativo per incompatibilità urbanistica dell’impianto, ma l’ASL diede parere favorevole “considerato che l’impianto in base agli atti e alle risultante istruttorie, risponde alle migliori tecnologie ecc.”.

Sul parere dell’ASL rifletterei un attimo: “in base agli atti e alle risultanze istruttorie”, quindi in base a una lettura di un documento fornito dalla stessa azienda, senza fare nessun controllo? La Provincia diede parere favorevole, però, “con la prescrizione di comunicare con cadenza semestrale i risultati dei controlli sulle emissioni in atmosfera” che fornisce l’azienda stessa.

L’Università degli Studi di Napoli Parthenope ha espresso parere favorevole al rilascio dell’A.I.A., senza alcuna motivazione o richiesta (così si legge sul Decreto Dirigenziale n. 263 del 17/10/2011 della Regione Campania). L’Arpa Campania e l’A.T.O. non diedero nessun parere, si assentarono: quindi, secondo la legge, è parere favorevole.

Così ci troviamo RaMOil in casa. Per un anno intero noi del movimento studentesco stop biocidio “C’at accis a salut!” abbiamo manifestato contro questo impianto insalubre, che dovrebbe stare a decine e decine di chilometri dal centro abitato, ma in realtà le abitazioni distano pochi metri, e una scuola elementare e una piazza distano 100 metri. Ogni giorno uomini, donne e bambini sono in pericolo a causa di un impianto che potrebbe scoppiare da un momento all’altro, e che brucia dagli scarti chimici di laboratorio al futuro della città di Casalnuovo.

Gabriele Aiello

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