Abramovich ha deciso: Mourinho esonerato

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È giunta, nella giornata di ieri, l’ufficialità dell’esonero del tecnico Josè Mourinho da parte della società londinese del Chelsea.

Era nell’aria già da molto tempo, forse per i risultati scadenti, forse per l’atmosfera pesante creatasi intorno a Stamford Bridge, sta di fatto che l’esonero di Josè Mourinho, nonostante i continui tentativi da parte del presidente Abramovich di rassicurarlo, non è stata affatto una sorpresa.

Appena 4 vittorie e la bellezza di 9 sconfitte sono troppe, anche per una squadra in crisi. La zona retrocessione è lì, ad un solo punto di distanza, e ricorda costantemente ai Blues che con quella rosa non è assolutamente possibile trovarsi nei bassifondi della classifica.

Qualcosa nello spogliatoio si è rotto, è evidente. Diego Costa ha avuto, fino a questo momento, un rendimento imbarazzante (quasi più della sua forma fisica). In campo è sempre sceso in preda al nervosismo (Koscielny ne sa qualcosa) e si sa, il comportamento di un calciatore sul terreno di gioco è sempre il riflesso di ciò che vive nello spogliatoio. Il punto di rottura definitivo è arrivato in quel Totthenam-Chelsea, quando il giocatore ispano-brasiliano ha gettato (forse involontariamente?) la pettorina su Mourinho quando ha realizzato che non avrebbe più fatto il suo ingresso in campo.

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Hazard sta sicuramente raggiungendo l’apice di quello stato di malcontento iniziato lo scorso anno, quando il tecnico ha ”osato” mettere in dubbio le sue capacità difensive e il suo scarso impegno. Ad aggravare una situazione già irreparabile si è aggiunta la mancanza di un leader da spogliatoio che facesse da collante tra l’allenatore e i giocatori in rotta di collisione. Un ruolo che avrebbe dovuto ricoprire, tanto per fare un nome, uno come John Terry, dall’alto della sua esperienza e del suo carisma.

Chissà quanto è stato determinante l’episodio che ha visto il portoghese contro la dottoressa della società, Eva Carneiro, utilizzata come capro espiatorio in quell’invettiva contro lo staff sanitario del Chelsea, reo di aver sbagliato i tempi di intervento per soccorrere Hazard durante la partita contro lo Swansea, quel 9 Agosto, terminata poi per 2-2. Sicuramente, però, in quel frangente, qualcosa si è spezzato e i malumori sono iniziati a venire a galla.

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Lo Special One resta l’allenatore più vincente della storia del club e per lui ora si parla di Madrid, sponda Blancos, ovviamente, magari per provare a vincere quell’unico trofeo che con i Galacticos non è riuscito ad aggiudicarsi, ma che è riuscito a portarsi a casa quando allenava il Porto e quando allenava l’Inter. Ah, a Milano, nonostante lo straordinario momento che l’Inter sta vivendo, soprattutto grazie a Mancini, resta sempre il sogno di rivederlo in panchina, a dare indicazioni come nell’anno del triplete. Secondo la legge dei corsi e ricorsi storici potrebbe concretizzarsi, nuovamente, quella staffetta che vide avvicendarsi in panchina proprio il tecnico di Jesi e il portoghese, ma sembra, almeno per ora, tutto così irrealizzabile.

I tifosi nerazzurri non smettono mai di sperarci, d’altra parte sognare non costa nulla. Intanto Mourinho si gode il suo contratto principesco, per tornare su una panchina…beh, poi si vedrà.

 

Fonte immagine in evidenza: Google

Fonte media: YouTube

Vincenzo Marotta

 

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