Renzi, alla tua età ancora a giocare ai Quattro Cantone!

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Renzi gioca ai Quattro Cantone
Renzi gioca ai Quattro Cantone

Cari lettori, il Natale si avvicina a grandi passi e probabilmente ad occupare i vostri pensieri, al momento, sono i nastrini, la carta da regalo, il menu della Vigilia e gli angeli che cascano dall’albero. Ma il Settimo Giorno il Buon Dio si Riposò, per cui possiamo anche noi lasciare da parte i conflitti familiari sui centrotavola e dedicarci a un po’ di sana lettura.

Quello che ho fatto io negli ultimi giorni, per capire cosa stesse succedendo agli obbligazionisti delle quattro banche finite per spezzarsi sotto il peso della loro stessa speculazione. Ultime di una serie che dal 2008 ad oggi ha portato quasi tutti noi sul lastrico e quasi tutti loro a cambiare poltrona. Nel mezzo, una lunga serie di suicidi assistiti (dallo Stato) e il solito cordoglio di circostanza per chi ha perso tutto, anche la vita.

BrainchIl decreto Salvabanche, non a caso, serve a salvare le banche: avete mai sentito di un decreto Salvapersone? E infatti mai lo sentirete. Però, senza addentrarci nei tecnicismi e nelle terminologie artefatte con cui in realtà si prova a mascherare l’ennesima presa per i fondelli (provate a pronunciare bail in a un genovese e constatatene la reazione), vediamo di soffermarci sul processo che dovrà portare il Governo – nelle sue intenzioni – a tutelare i risparmiatori truffati.

Certo, chi investe è consapevole dei rischi che va ad affrontare, e troppo spesso questa propensione al rischio viene camuffata da “risparmio”, con le forzature speculative di cui accennavo e le conseguenze del caso.

Libero Pensiero, al proposito, ha lanciato pochi giorni fa un piccolo e semplice sondaggio, cui vi invito a partecipare cliccando qui.

Ma torniamo a noi. Chi dovrà gestire gli arbitrati? Chi vigilierà sulle valutazioni caso per caso delle decine di migliaia di risparmiatori (che la stessa Federconsumatori, non so quanto consapevolmente, definisce appunto “risparmiatori” e non “investitori”)? Renzi ha un’idea ben precisa: l’Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone.

Cantone, magistrato napoletano che fu tra i principali artefici dell’arresto di Francesco Schiavone detto Sandokan, capo dei casalesi, e che dal 2014, ovvero dalla sua creazione, presiede l’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione.

Cantone è un volto pulito, un simbolo della lotta alla camorra e un’icona della legalità (molto più di Saviano, a mio modesto avviso).

Spulciando tra le sue note biografiche, tuttavia, a saltare all’occhio non sono tanto i proficui successi contro il clan dei casalesi – che lo costringono a vivere sotto scorta dal 2003 – quanto il fatto che, a fine 2013, abbia presentato richiesta di nomina a procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli Nord, che la redazione di Libero Pensiero conosce molto bene, avendo loro smarrito tutta la documentazione per la registrazione della nostra testata.

Un preambolo necessario per soffermarsi sulle indiscusse qualità etiche di Raffaele Cantone, qualità di cui Renzi è ben consapevole, e di cui negli ultimi anni ha provato a servirsi in ogni modo. Il suo nome, lo ricordiamo, è stato più o meno esplicitamente chiamato in causa in occasione delle primarie del Partito Democratico campano, per sollevare l’imbarazzo cagionato dai due candidati Cozzolino e De Luca, il primo responsabile delle primarie-truffa coi cinesi in fila, il secondo… lasciamo stare, non ho abbastanza spazio. Un gentile, ma fermo “no, grazie” è stata l’onesta risposta di Cantone, che non è caduto nel tranello di diventare il parafulmine per le scellerate gestioni del partito in Campania.

In seguito, a Cantone è stata ventilata l’ipotesi di diventare commissario di Bagnoli, scelta poi ricaduta su Nastasi. Alcune dichiarazioni dello stesso Cantone lasciavano presagire una disponibilità di massima, ma la situazione delicatissima del quartiere napoletano, oltre alla ferma opposizione del sindaco De Magistris e addirittura del governatore De Luca, hanno condotto verso una scelta meno problematica da gestire e più incline ad assecondare le volontà del Governo.

Con l’Anticorruzione, invece, Cantone ha già dovuto occuparsi dell’EXPO 2015, per cui fu addirittura costituita una task force per vigilare sugli appalti (dopo lo scoppio dello scandalo), di Mafia Capitale, al cui processo ha partecipato in qualità di supertestimone e su cui registriamo anche un lieve passaggio a vuoto, nel momento in cui definì Milano capitale morale rispetto a una Roma “senza più anticorpi”, e adesso degli arbitrati del Salvabanche.

Quattro cantoni PeanutsUn Cantone per ogni stagione, verrebbe da dire, o forse, più semplicemente, a Renzi piace giocare ai Quattro Cantone, chiamando una personalità fra le poche che ancora possono vantare reputazione solida e immagine pulita a detergere ogni schifezza che venga compiuta in Italia. Ma ciò che rende ancora più rabbia è il pensiero che un’attività di vigilanza e di garanzia venga invece snaturata e violentata, diventando un palliativo a posteriori per rimediare agli sbagli, quando oramai i miliardi sono già andati in fumo e i suicidi già sepolti sotto il cemento dell’indifferenza.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

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