Volpe e Clima

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Volpe e il Clima: A Tale Of Two Foxes

Il rinomato premio fotografico Wildlife Photographer Of The Year 2015 è stato assegnato a Donald Gutoski, chirurgo canadese il cui occhio clinico non si lascia scappare nulla, uomo o volpe che sia.

A Tale Of Two Foxes” è il titolo del suo scatto, ritraente una volpe rossa ed una bianca coinvolte in una dinamica macabra quanto spettacolare.
Nello scatto la volpe rossa tiene tra le zanne la ” cugina artica “, uccisa per necessità, per poter sopravvivere alla fame.

Dal momento in cui lo sguardo dell’osservatore è rivolto al ” volto ” dell’animale, ecco che un turbine di emozioni e di interrogativi lo avvolge, lasciandolo in uno stato confusionario, come se travolto da una valanga.

Dopo alcuni minuti la domanda sorge spontanea. Sorge spontaneo chiedersi perché una volpe rossa abbia ucciso una volpe bianca, e perché condividevano lo stesso territorio.

La risposta è il riscaldamento globale. I gas serra che da moltissimi anni stanno causando danni irreversibili alla natura. Quei gas sono ancora oggi un argomento attuale quanto devastante ( emblematica è la Cop21 di Parigi tenutasi quest’anno ).

Il clima non sta cambiando, è già cambiato. Trasformatosi al punto da rendere la tundra canadese un luogo accessibile a specie come la Vulpes Vulpes, che non potrebbe sopravvivere in luoghi così freddi.

La volpe artica è costretta a competere senza alcuna speranza.
Si nutrono dello stesso cibo, ma quando quest’ultimo scarseggia, lo scontro contro colei che è unicamente rivale d’astuzia si trasforma. La volpe artica passa a preda, essendo fisicamente molto più esile per costituzione. Come conseguenza lo scontro impari.

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Ho seguito la volpe rossa per più di tre ore, con temperature che andavano al di sotto dei -30 gradi centigradi.

Donald Gutoski, detto Don, tramite il suo incredibile scatto fa riflettere.
Quella volpe non doveva trovarsi lì. L’uomo è stato capace di rendere gli animali simili a lui, capaci di andare ” contro-natura “, attaccando i loro simili per necessità.

Ma è anche vero che questa foto marca la differenza tra l’uomo e l’animale. Quest’ultimi non sono capaci di opporsi ai loro istinti, non possono contrastare i loro bisogni funzionali ( in questo caso la fame ).

L’uomo è dunque libero. Ed essendo liberi è compito nostro proteggere la natura facendo in modo che tutto ciò non accada.

Questa foto rappresenta il nostro fallimento.
Questa foto può rappresentare il nostro promemoria: ciò che non dobbiamo essere.

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Giovanni Emendato

Fonti:

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