Grecia, sì alle unioni civili gay. E l’Italia?

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Unioni civili Grecia
Unioni civili Grecia

Il parlamento greco, nonostante la forte opposizione esercitata dalla chiesa ortodossa e dal partito di estrema destra Alba Dorata, ha approvato la legge che consentirà alle coppie omosessuali la possibilità di unirsi nel matrimonio civile.  

Nonostante i ricatti della Troika e la forte crisi che dilaga, la Grecia ha dimostrato ancora una volta di essere un Paese aperto e tollerante che, nonostante tutto, pone comunque l’attenzione sui diritti umani.

Nel lontano 2008 approvava le unioni civili, il 21 Dicembre 2015 ha approvato l’estensione dell’accesso alle unioni civili  omosessuali con 193 sì e 55 no.

Le unioni civili sono state approvate dunque a larga maggioranza: oltre a Syriza, Pasok,  Potami e Unione dei Centristi si sono schierati a favore. La legge tuttavia, però, non consente alle coppie gay di sposarsi o di adottare bambini. Resta comunque un buon risultato, un passo in avanti, l’aggiunta di un tassello verso l’egualità dei diritti di coppia. L’Italia è rimasta l’unico Paese dell’Unione Europea occidentale a non riconoscere alcun diritto alle coppie omosessuali.

«Dopo il sì alle unioni civili in Grecia, l’Italia è l’ultimo paese a negare ancora questo diritto. Renzi aveva promesso il sì per le unioni civili omosessuali per la fine dell’anno. Mi auguro che sia solo una fase di stallo momentanea dato che ciò che ha promesso il premier non si è ancora verificato. In questo Paese le unioni civili passano sempre in secondo, terzo e quarto piano, lasciando la comunità LGBT ancora discriminata»,  ci spiega Claudio Finelli, presidente dell’arcigay Campania, ed aggiunge «Nonostante i conflitti, nonostante la pressione della chiesa ortodossa, la Grecia ha accettato. Non vorrei credere che il Vaticano sia ancora più refrattario della chiesa ortodossa, che è storicamente provato è sempre stata più ostile e punitiva nei confronti degli omosessuali. Allora mi chiedo se ci troviamo di fronte a dei politici italiani che hanno meno coraggio rispetto agli altri o c’è la presunzione di una parte di loro di poter  negare i diritti umani. Ad ogni modo, siamo soggetti ai capricci di un parlamento debole».

Maria Bianca Russo

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