Pensavo fosse aria natalizia invece era smog

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Finalmente è arrivato Natale: il freddo, le luci natalizie, il presepe, l’albero, la poesia della nipotina, il cenone coi parenti, gli struffoli, la solita zia che ti regala la solita sciarpa rossa, i cannelloni e i mustaccioli, le zeppole e i roccocò!

In strada è tangibile quell’atmosfera di attesa, di preparazione a un momento di festa unico: le strade si affollano di persone che si affrettano ad ultimare i regali e di mamme che si affrettano ad ultimare la spesa, magari curiosando nei mercatini sparsi un po’ ovunque nelle città.
Ah, che bella quest’aria natalizia che si respira a pieni polmoni!

E invece a qualcuno sarà andato di traverso il pandoro, di sicuro, quando è stata data la notizia, con annessi e connessi tragicomici, che l’Italia trascorrerà le feste e chiuderà il 2015 sotto una cappa di smog. 

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Smog a livelli critici in Cina: a Shenyang è stata registrata una densità di p.m.2,5 di 1400 microgrammi per m3, 56 volte il limite posto dall’Oms.

Altro che respirare a pieni polmoni: secondo un’anticipazione del nuovo rapporto di Legambiente i livelli di polveri sottili PM10 sarebbero stati pericolosamente più volte superati almeno nelle 4 principali città italiane, Roma, Milano, Napoli e Torino.
Per evitare danni seri ed accertati alla salute le concentrazioni di PM10 non dovrebbero superare mai i 50 microgrammi per metro cubo e, per legge, tale valore non può essere sforato per più di 35 volte in un anno. Ebbene, secondo le stime attuali Milano avrebbe superato ben 86 volte il limite, Torino 73, Napoli 59 e Roma 49, ma l’elenco sarebbe molto più lungo e vedrebbe tra le città più inquinate d’Italia anche Benevento (77 sforamenti nel rapporto del 2014) e Avellino (69 nello stesso anno), con valori ben al di sopra dei limiti imposti dalla legge.
Una situazione, per altro, aggravata dal perdurare di una situazione climatica anomala per la stagione: una poderosa area di alta pressione si trova da settimane sulla penisola e il caldo e soprattutto l’assenza di pioggia non aiutano, facendo piuttosto ristagnare nebbia e smog.

I provvedimenti per risolvere il problema.

Vista la situazione critica, con sforamenti continui del limite dei 50 microgrammi al metro cubo negli ultimi 20 giorni, la maggior parte delle città sta correndo ai ripari con provvedimenti drastici: il comune di Milano ha deciso il blocco totale della circolazione dal 28 al 30 dicembre, incentivando l’uso dei mezzi pubblici e stabilendo la possibilità di viaggiare tutto il giorno con il solo biglietto singolo da 1,50 euro. Provvedimenti simili anche a Torino e a Roma, dove sono stabilmente in vigore le targhe alterne e si stanno vagliando provvedimenti più severi.

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Blocchi del traffico a Napoli, ad aprile del 2014

Provvedimenti si sono presi anche a Napoli, dove proprio ieri (23 dicembre) si è registrato l’ultimo sforamento: il sindaco De Magistris ha disposto con ordinanza il divieto di circolazione nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30, con diverse deroghe riguardanti veicoli non inquinanti, Euro4 e successivi, fino al 31 marzo 2016. Inoltre l’autorità portuale ha anch’essa varato un’ordinanza per contrastare l’inquinamento da grandi navi che trafficano nello scalo: come precisato dal vice-sindaco Del Giudice “il porto è insieme con il traffico veicolare ed il riscaldamento uno dei tre principali fattori inquinanti della città.”

L’Italia, nel complesso, è tra le situazioni più critiche a livello europeo e i danni per la salute sono conseguenziali, con annessi aumenti vertiginosi delle spese sanitarie: l’esposizione continua alle sostanze inquinanti provoca ogni anno migliaia di morti premature, con una stima da parte dell’ Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea) di ben 84mila decessi nel 2012. Grossomodo è come se, in un solo anno, tutti gli abitanti di una città come Caserta fossero deceduti per le alte concentrazioni di PM2,5 e di PM10.

Vale la pena chiedersi, ancor di più a Natale: quanti altri morti devono esserci prima che un argomento come lo smog sia trattato seriamente e a livello nazionale? Perché le auto elettriche sono ancora un tabù?

Se in questi giorni, quindi, passeggiando per i mercatini, ammirando le luci e mangiando caldarroste avvertite qualcosa da dentro, come un’aria particolare che ribolle nei polmoni e vi punge le narici, fidatevi: è smog.


Antonio Acernese

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