Boschi: sussiste conflitto interessi secondo il 66,7% lettori

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Abbiamo chiesto ai nostri lettori un parere su: azioni ed obbligazionisti delle famose quattro banche che hanno portato un uomo di Civitavecchia al suicidio; investimenti fatti o in programma; modello tedesco; conflitto di interessi di Maria Elena Boschi.

Abbiamo scelto di non inserire alcuna didascalia alle domande perché il bombardamento mediatico a cui siamo stati sottoposti sulle banche e sul Ministro delle Riforme avrebbe fatto sembrare qualsiasi spiegazione faziosa e superflua: questo è il nostro modo di ascoltare, come sempre, il Libero Pensiero dei nostri unici azionisti, i nostri lettori, ed infatti ci avete corrisposto con una sincerità e delle prese di posizione nette che nessun talk-show o testata nazionale potrebbero permettersi di esporre liberamente.

1) È d’accordo col restituire il capitale a chi ha investito in azioni ed è diventato socio delle banche, assumendosi il rischio d’impresa?

Sì: 42,9%. No: 57,1%.

Questa prima risposta dimostra come le dichiarazioni di Lega, Fratelli d’Italia e Movimento Cinque Stelle, tutti fedeli alla linea “Aiutiamo i cittadini che si sono lasciati fregare”, si scontrino con le opinioni dei nostri lettori i quali sostengono la tesi del direttore de “Il Sole 24 ore” che ha detto più volte “Restituire i soldi agli azionisti creerebbe un precedente scomodo perché non posso non sapere cosa sto acquisendo. Ovviamente, nel caso di truffa, è giusto restituire il possibile all’azionista”.

2) È d’accordo col restituire i capitali a chi, invece di risparmiare, ha scelto di investire in obbligazioni che aumentassero il capitale iniziale attraverso il tasso di interesse?

Sì: 42,9%. No: 57,1%.

Le percentuali sono praticamente identiche a quelle della risposta precedente, quindi la maggior parte del campione è del parere che diventare socio di un istituto bancario per vedersi corrisposto l’utile (qualora vi fosse) o sottoscrivere obbligazioni, quindi un prestito, con un tasso di interesse portino un rischio che il sottoscrittore accetta al momento della firma. Ciò non significa, ovviamente, che i capitali non vadano restituiti, nei limiti degli averi disponibili delle banche in questione e/o da amministratori, sindaci e soci ritenuti truffaldini.

Finora abbiamo parlato di fatti avvenuti a terzi, ma quanto e quanti Italiani investono abitualmente? Queste domande sono fondamentali perché recenti sondaggi dimostrano che il 47% dei cittadini che posseggono titoli non conoscono cosa sia l’inflazione. È bene anche chiarire, dando la voce a chi spesso non la ha, le opinioni sul cosiddetto “caso Boschi”.

3) Ha investito titoli nell’ultimo anno solare?

Sì: 0%. No: 100%.

Questo dato schiacciante dimostra perché sia più facile far sottoscrivere obbligazioni o azioni sulla fiducia nel nostro Paese visto che, investendo poco o nulla, difficilmente si conoscono i rischi a cui si va incontro e magari si pensa che il 2 o 4% di interesse siano poco differenti e, quindi, che abbiano un tasso di rischio simile mentre non è assolutamente così. Parafrasando, potremmo dire “Economis ignorantia non excusat”.

4) Ha in programma di investire in titoli (azionari o obbligazionari) nel prossimo anno solare?

Sì: 4,8%. No: 95,2%.

Anche queste risposte sono importanti perché dimostrano quanto sia bassa la nostra propensione all’investimento non classico italiano (quello immobiliare) e, una volta di più, la nostra lacunosa conoscenza del mondo finanziario. Quasi logicamente possiamo concludere che sarà molto più facile far firmare qualcosa di poco conveniente o di dire “mezza verità” ad un investitore che negli anni precedenti all’investimento non ha mai controllato delle quotazioni, non ha mai avuto obbligazioni o azioni oppure a chi è nell’età 65-70 anni decida di investire il suo tfr in banca.

5) L’Italia avrebbe dovuto finanziare le banche nel 2011 come la Germania (250 miliardi)?

Sì: 23,8%. No: 76,2%.

Anche qui, più che un’opinione, i nostri lettori emettono una sentenza visti i numeri. Mentre tutti i partiti di opposizione si affannavano a dire “Renzi è amico delle banche” quando fu varato il salvabanche, oggi dicono “I cittadini vanno aiutati”. Secondo i nostri lettori, però, obbligazionisti ed azionisti consapevoli non devono essere rimborsati né le banche andavano aiutate, come ha fatto la Germania quando ancora si poteva. Forse non tutti ricordano i titoli dei giornali come “Governo aiuta banche” et similia quando l’Esecutivo Monti diede 4 miliardi, oggi restituiti, a Monte dei Paschi. E, mentre i media per anni si sono affannati a dire che la banche andavano fatte morire, oggi vogliono aiutarle. In conclusione: i nostri lettori sono più coerenti di chi fa informazione. Riteniamo di fondamentale importanza ricordare che la Spagna ha sì aiutato il suo sistema bancario con 60 miliardi, ma le sono prestati dall’Europa con tassi di interessi salati e li sta ancora restituendo.

Il punto politico più importante, però, è sicuramente quello riguardante il Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che ha tenuto banco per settimane e su cui i media hanno detto tutto ed il contrario di tutto.

6) Sussiste il conflitto d’interessi per il Ministro Maria Elena Boschi nel caso di Banca Etruria?

Sì: 66,7%. No: 33,3%.

Anche in questo caso la risposta dei nostri lettori è stata lapidaria. La legge italiana sul conflitto di interessi – dell’ex Ministro Frattini, ndr – sembra non configurarne la presenza, ma spesso è stata definita blanda da eminenti commentatori. Il discorso del Ministro Boschi alla Camera, però, l’ha elevata da numero due del Premier a statista viste, anche secondo le dichiarazioni dello storico Mieli durante una puntata di “Otto e Mezzo”, le poco consistenti motivazioni dei parlamentari pentastellati di cui vi proponiamo un esempio:

Ferdinando Paciolla

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